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Torino
Torino è stata una delle diciotto vincitrici del bando Urban Innovative Actions (UIA) che ha visto la partecipazione di altre 377 città europee, e questo grazie alla presentazione del progetto Co-City realizzato dal Comune in partnership con Università di Torino, ANCI e Fondazione Cascina Roccafranca. Il progetto, forte di un budget complessivo di 5,1 milioni di euro, intende sperimentare la riqualificazione di spazi pubblici e immobili che vertono in uno stato di degrado, attraverso la stipula di patti di collaborazione tra Amministrazione, cittadini, organizzazioni di Terzo Settore e gruppi informali, secondo le linee guida descritte nel precedente regolamento relativo alle modalità di gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni urbani approvato a gennaio 2016[2]. L’obiettivo è quello di generare “innovazione sociale” (cioè modalità nuove e sperimentali di governance, nonché finalità sociali alternative che partano dall’espressione diretta da parte delle persone dei loro bisogni o desideri) mettendo in piedi processi di riqualificazione a basso costo che vedranno l’attivazione di percorsi di sviluppo per la co-produzione di servizi, imprese di comunità e welfare urbano innovativo. I vari attori coinvolti avranno così i seguenti ruoli:
- Le Case del Quartiere, sotto la guida della Fondazione Cascina Roccafranca, diventeranno la base per «la costituzione di una rete cittadina in grado di raccogliere istanze e progettualità, ma anche di accompagnare i processi di community building, innovazione sociale e produzione collettiva di welfare urbano a partire dalla gestione condivisa dei beni comuni. Le “comunità di progetto” attivate sul territorio cittadino saranno il punto di riferimento per le azioni di rigenerazione urbana da attivare»[3].
- L’Università si occuperà della realizzazione della “cassetta degli attrezzi” attraverso i quali costruire una concreta strategia di gestione delle politiche di rigenerazione urbana, in particolare sono tre i temi sulla quale essa ha deciso di concentrarsi:
- L’utilizzo della piattaforma FirstLife con la quale si intende favorire il coinvolgimento dei cittadini, mappare i diversi progetti di comunità e creare un’infrastruttura virtuale dove i molteplici gruppi di lavoro possano conoscersi e interagire tra loro.
- Il consolidamento e il perfezionamento del modello giuridico rappresentato dal patto di collaborazione tra cittadini e amministrazione per la gestione e rigenerazione dei beni comuni urbani.
- La sperimentazione di un modello gestionale e sostenibile a supporto delle progettualità emergenti a partire dalle quali tentare la delineazione di un welfare urbano.
- L’ANCI si occuperà di tutti gli aspetti relativi alla comunicazione e diffusione del progetto, nonché alla raccolta e rendicontazione dei risultati lungo tutto il suo svolgimento.
- La Città di Torino, che coordina l’intera realizzazione del progetto, da un lato fornirà le aree e gli edifici che diventeranno i protagonisti dei vari percorsi di rigenerazione, dall’altro svolgerà il ruolo di garante per quanto riguarda «gli investimenti economici necessari all’avvio della riqualificazione e allo sviluppo di imprese di comunità e di strumenti di inclusione sociale e sostegno al reddito»[4].
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Scritto da
Ricercatore Senior presso AICCON, centro di ricerca dell’Università di Bologna dedicato alla promozione della cultura della cooperazione e del non profit, dove si occupa di imprenditoria sociale, innovazione e trasformazioni dei sistemi di welfare territoriale. Svolge inoltre attività di formazione e consulenza per organizzazioni di terzo settore e pubbliche amministrazioni. Per «Pandora Rivista» è membro della Redazione.