Come nasce la competizione fiscale nell’Unione Europea?

Competizione fiscale

Sin dalla sua costituzione, la Comunità Europea ha compiuto numerosi tentavi al fine di armonizzare la materia tributaria ma, nonostante gli sforzi, non si sono ancora raggiunti risultati concreti né a livello europeo né a livello internazionale. Alcuni governi europei, inoltre, conducono politiche fiscali che portano ad una sempre più chiara e agguerrita “competizione fiscale” con lo scopo di attirare aziende multinazionali offrendo loro vantaggi fiscali.

Con questo articolo si vuole dare una esposizione della cosiddetta “competizione fiscale” tra i Paesi della Comunità Europea, e di come questo comportamento leda i rapporti tra gli Stati stessi, ostacolando il processo di integrazione europea.

Gli accordi anticipati sui prezzi APA (Advance Pricing Agreements) ad esempio sono stati al centro di numerosi scandali fiscali e di casi di aiuti di Stato, con diverse procedure avviate dalla Commissione Europea contro gli Stati membri, sulla base di una perdita di gettito stimata in centinaia di milioni di euro. Ciò nonostante, secondo i nuovi dati diffusi dalla Commissione Europea, continua a crescere in tutta l’Unione il numero degli APA sottoscritti tra singoli Stati e grandi aziende. Gli APA sono un particolare tipo di “ruling fiscale” che assume la forma di un accordo, più o meno rispettoso dei principi di riservatezza, tra multinazionali e governi per definire le future condizioni e modalità di tassazione. Questi accordi possono essere unilaterali, in quanto condivisi tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria del Paese di residenza del contribuente stesso, e bilaterali o multilaterali, condivisi e sottoscritti oltre che tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria del Paese di residenza del contribuente stesso, anche dalle autorità competenti delle giurisdizioni estere interessate.

Gli sforzi della Comunità Europea di armonizzare la materia fiscale sono stati indirizzati sia nell’ambito delle imposte dirette, sia in quelle indirette. Nel campo delle imposizioni dirette, quelle cioè legate al reddito, si segnalano diversi fallimenti come quello di voler determinare una base imponibile definita e comune per le imprese multinazionali conosciuta con l’acronimo CCCTB (Common Consolidate Corporate Tax Base), un altro è stato quello della formulazione di uno schema pilota definito come HST (Home State Taxation) per le imprese di dimensioni più contenute e, per ultimo, le differenti scelte, rilevanti anche ai fini fiscali, fatte dagli Stati relative all’obbligatorietà dell’adozione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS) in settori diversi da quello bancario e assicurativo.

Nella situazione attuale, oltre a non essere presente un modello europeo per la tassazione diretta, non esistono neppure codici reciprocamente conformi di tassazione e di regolazione. La convergenza dei sistemi nazionali verso soluzioni comuni consiste soltanto in un “copia e incolla” di istituti introdotti in altri paesi europei, scelti dagli Stati in modo discrezionale.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Competizione fiscale e APA

Pagina 2: Competizione fiscale: dall’evasione Iva al dumping fiscale

Pagina 3: Il superamento della competizione fiscale


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Laureato presso la S.U.N. di Napoli in Economia Aziendale nel 2006, ha conseguito l'attestato di tirocinio professionale triennale come Dottore Commercialista ed Esperto Contabile rilasciato dall' O.D.C.E.C. di Napoli nell'anno 2011. Durante il periodo di collaborazione/tirocinio su uno Studio in Provincia di Napoli, si è occupato di contabilità e fiscalità relative sia a persone fisiche che giuridiche. Lavora presso un'azienda operante nel settore metalmeccanico e dal 2011 collabora come affiliato al CAF DDL di Chieti. Dal 2016 collabora con la Rivista di Affari Europei -Europae.

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