“Lo Stato nell’era di Google” di Lorenzo Casini
- 17 Settembre 2020

“Lo Stato nell’era di Google” di Lorenzo Casini

Recensione a: Lorenzo Casini, Lo Stato nell’era di Google. Frontiere e sfide globali, Mondadori Università, Milano 2020, pp. VIII-120, 12 euro, (scheda libro)

Scritto da Marco Brunetti

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Lo Stato nell’era di Google, il nuovo libro di Lorenzo Casini, professore ordinario di diritto amministrativo all’IMT di Lucca e capo di gabinetto del Ministero per i beni e le attività culturali, chiude il dittico aperto con il suo precedente libro Potere globale. Regole e decisioni oltre gli Stati (il Mulino, 2018).

Nonostante l’esiguo numero di pagine di entrambe le pubblicazioni, l’autore si accosta con grande perizia e chiarezza espositiva a una tematica estremamente complessa e di grande attualità. Come il titolo stesso suggerisce, l’agile volumetto vuole affrontare l’impatto delle tecnologie e, soprattutto, dei poteri globali (siano essi i giganti del web – come Facebook, Google, Amazon – o le istituzioni internazionali) sulle democrazie. In particolare, l’autore vuole sottolineare come, in una società digitale dove nel 2020 gran parte della popolazione mondiale utilizza quasi 50 miliardi di devices collegati a internet, la tecnologia abbia ridefinito i rapporti di forza tra i poteri globali e gli Stati-nazione, con inevitabili conseguenze anche nell’ambito dei diritti (privacy, libera circolazione delle persone, giusto processo giudiziario, procedimenti amministrativi).

Nel libro di Casini, si trattano argomenti con implicazioni in diversi ambiti, da quello giuridico a quello sociale, da quello politico a quello storico. Per questo motivo, in simili pubblicazioni, non è sempre facile mantenere il focus su un gruppo preciso di questioni, senza scivolare in superflue divagazioni e, alle volte, ovvie constatazioni. Ovviamente, il tema analizzato da Casini è al centro di tante altre recenti pubblicazioni da cui partono e si sviluppano le riflessioni dell’autore (I. Diamanti, M. Lazar 2018; D. Rodrik 2019 trad. it.; A. Soro 2019; F. Gallo 2019). Tuttavia, il libro di Casini risulta particolarmente apprezzabile per due aspetti principali: da un lato, la profonda conoscenza del diritto amministrativo e internazionale che gli permette di offrire precisi esempi in cui la tecnologia ha realmente determinato un cambio di rapporti tra gli enti internazionali e le politiche nazionali; dall’altro, la cultura umanistica dell’autore che, attraverso la citazione di scrittori e filosofi, consente di rivalutare il fenomeno dello sviluppo tecnologico e digitale come un dilemma tra progresso e integrazione da una parte, e riduzione dei diritti e della democrazia dall’altra.

Sono note ai più le vicende degli scandali informatici legati a Cambridge Analytica e al referendum britannico sulla Brexit (per citare solo i casi più eclatanti). Tuttavia, spesso il web non si limita a divenire il canale di una propaganda politica alterata e manipolata, ma è anche responsabile di un fenomeno ben più diffuso e pervasivo che è quello delle fake news sui social network e nei siti web. Sappiamo quanto sia ampio il raggio di azione di tale fenomeno e quanto sia talvolta pericoloso per le vite private, le carriere professionali, le politiche di una nazione, fino ad arrivare alla salute pubblica (si considerino le false notizie nei primi mesi della pandemia da Covid-19). La mole e la rapidità di diffusione dei contenuti nel web sono inoltre tra i fattori principali nella grande oscillazione e variabilità delle preferenze politiche tra un’elezione e l’altra. La sovranità degli Stati stessi viene fortemente messa in discussione dai “poteri globali” nati da internet e dalle tecnologie non solo attraverso un uso non verificato delle informazioni, ma anche attraverso nuovi fenomeni digitali come la creazione delle criptovalute o del progetto Libra di Facebook. Non a caso, fu lo stesso Zuckerberg a definire la sua società «more like a government than a traditional company».

In questo contesto, si pone perciò il problema di chi gestisce le informazioni che direttamente o indirettamente riversiamo sul web. Infatti non è sempre chiaro chi – alla fine – raccoglie e detiene tale mole di dati (big data), impostandone l’organizzazione e la gestione attraverso algoritmi. Dall’altro lato, se questi dati sono la base su cui le istituzioni internazionali e i poteri globali del web elaborano le loro valutazioni e traggono le loro strategie politiche, risulta sempre più importante definire gli ambiti di esclusiva competenza degli Stati-nazione, così da impedire che le tre componenti che definiscono uno Stato (ossia il popolo, il territorio e la sovranità) non possano subire uno stravolgimento dei loro equilibri.

In questo senso, la prima parte del libro di Casini – ossia i primi due capitoli – mirano a definire il concetto di Stato e a identificare che cosa esiste oltre lo Stato, ossia le organizzazioni internazionali e i poteri globali del web che talvolta soverchiano gli Stati-nazione in alcune loro competenze.

Nel primo capitolo (Il contesto: lo stato dello Stato), alla luce del contesto politico internazionale che vede una progressiva crisi delle democrazie, l’autore vuole verificare l’effettivo stato di salute del concetto di Stato. Infatti, considerando il crescente numero di Paesi membri delle Nazioni Unite e dei territori che chiedono di essere riconosciuti come Stati secondo il diritto internazionale, l’autore riconosce un «buono stato di salute» del concetto di Stato-nazione, a differenza del concetto di “Stato democratico”, che sta invece subendo un graduale indebolimento.

Nel secondo capitolo (Cosa c’è oltre lo Stato?), si analizza il mondo delle organizzazioni internazionali e il modo in cui le norme ultrastatali siano spesso viste come «tra le ragioni di crisi degli Stati-nazione e dello Stato (democratico)». Le organizzazioni internazionali possono infatti essere divise in tre grandi categorie: le inter-governative (e.g. ONU, EU), i network globali (e.g. Comitato di Basilea, G7) e le istituzioni private o semi-private (e.g. ISO, WADA), ossia soggetti privati con funzioni pubbliche (come l’ICANN, regolata dal diritto californiano). A prescindere dalla loro appartenenza a una di queste categorie, se da un lato le istituzioni globali hanno assunto degli statuti che imitano le costituzioni statali, dall’altro lato spesso si servono di meccanismi decisionali poco diffusi a livello nazionale, come il consensus (se la decisione comunicata dal presidente dell’organo deliberante non è contestata dai membri che lo compongono, questa viene automaticamente ratificata). Con l’aumentare delle istituzioni globali e del loro ruolo nelle politiche internazionali, si viene quindi a creare un problema di limitazione e moderazione delle libertà nelle politiche statali. Tuttavia, come suggerisce Casini, una tale difficoltà può essere superata solo attraverso un passaggio delle politiche da «power over» a «power with», ossia meno imposizione delle istituzioni globali sugli Stati e più cooperazione con gli Stati-nazione attraverso il dialogo e una migliore comunicazione.

Nella seconda parte del libro – il terzo e quarto capitolo – l’autore indaga la gestione dei big data attraverso gli algoritmi e quali vantaggi e svantaggi essi comportino da un punto di vista dei diritti.

Nel terzo capitolo (Lo Stato (democratico) ai tempi di Google), si considera l’uso delle tecnologie e degli algoritmi nelle funzioni amministrative e giudiziarie di uno Stato (democratico). Si offrono alcuni esempi in cui le tecnologie e gli algoritmi vengono utilizzati in ambito amministrativo – nel caso dell’assegnazione dei finanziamenti pubblici (e.g. i fondi per il FUS, Fondo Unico per lo Spettacolo) – e dei procedimenti giudiziari. Mentre per l’ambito amministrativo l’autore lascia trasparire più fiducia nell’uso delle tecnologie/sistemi algoritmici, ben più complesso si rivela il problema della valutazione del reato e assegnazione della pena a livello automatico attraverso un processo informatico.

Nell’ultimo capitolo (Uno Stato di sorveglianza? Privacy, muri e democrazia) si affronta una serie di problemi ben definiti: ossia, come le tecnologie tendano a rafforzare gli Stati che vogliono sorvegliare le proprie frontiere e controllarne i flussi; come le criptovalute mirino a destabilizzare gli equilibri monetari e le politiche economiche internazionali; il rapporto tra verità e disinformazione sul web. Le possibili soluzioni suggerite dall’autore per tali questioni si possono riassumere ancora in una maggiore cooperazione tra le organizzazioni internazionali (pubbliche e private) e gli Stati-nazione, affinché si possano costituire gli anticorpi per questi fenomeni politicamente destabilizzanti. Non a caso, lo stesso Mark Zuckerberg, nel suo op-ed sul «Washington Post» (30 marzo 2019), ha fatto pubblicamente appello ai governi in merito a quattro punti: nuove regole sui contenuti nocivi del web, integrità delle competizioni elettorali, protezione dei dati personali e portabilità dei dati.

Da ultimo, nelle conclusioni (Conclusioni: il futuro dello Stato), Lorenzo Casini non rimane insensibile al problema dell’analfabetismo funzionale nell’epoca digitale e a come le tecnologie (inclusi i social network) tendano a un appiattimento del pensiero complesso e, quindi, anche critico. Ecco che perciò, in un’epoca digitale dove la rapidità tende a schiacciare il dubbio e l’analisi, la valorizzazione del sistema educativo e dell’offerta scolastica rimane un punto di partenza imprescindibile. Non a caso, come lo stesso Casini ci ricorda, Italo Calvino diceva che: «una democrazia vive se la parola è operante, cioè se la critica, la denuncia, l’argomentazione, la domanda di verità non passano senza lasciare segno».

Scritto da
Marco Brunetti

Laureato in Filologia Classica nel 2014 e Archeologia nel 2015 presso l'Università di Bologna, è dottorando presso l'IMT di Lucca in Gestione e Analisi dei Beni Culturali. Oltre a pubblicazioni scientifiche e alla partecipazione in conferenze internazionali, ha lavorato alla pubblicazione di schede di catalogo per mostre museali e ha collaborato con il British Museum di Londra nel Dipartimento di Disegni e Stampe.

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