Mind the gap: il rapporto Oxfam 2019 contro la disuguaglianza
- 20 Febbraio 2019

Mind the gap: il rapporto Oxfam 2019 contro la disuguaglianza

Scritto da Maria Chiara Turchi

8 minuti di lettura

All’inizio del 2019, come da tradizione (qui il nostro articolo sul rapporto 2018), Oxfam International ha pubblicato il nuovo rapporto annuale sulla disuguaglianza nel mondo[1], frutto dell’elaborazione di numerosi studi condotti negli anni precedenti da istituzioni pubbliche e private e destinato a rinfocolare il dibattito non solo in merito alla necessità, in generale, di una riduzione delle disuguaglianze economiche, ma anche su quali politiche siano più efficaci per raggiungere tale obiettivo.

Riguardo al primo tema, Oxfam si schiera senza mezzi termini dalla parte di chi ritiene che la lotta alla povertà passi necessariamente attraverso l’inversione della tendenza che vede gli estremi più ricchi e più poveri della popolazione allontanarsi progressivamente, in parallelo con l’erosione del ceto medio, fino a raggiungere livelli di incomunicabilità, esclusione e inamovibilità sociale sempre più difficili da recuperare.

Sul punto è opportuno ricordare che lo stesso Fondo Monetario Internazionale, non propriamente un simbolo delle politiche redistributive, ha riconosciuto negli ultimi anni che livelli eccessivi di disuguaglianza tendono ad erodere la coesione sociale, a incentivare la polarizzazione politica e in definitiva a rallentare la crescita economica[2], contrariamente a quanto i fautori della “trickle down theory” hanno sostenuto per decenni. Quanto a come intervenire per attuare un simile cambio di rotta, il rapporto di quest’anno, in linea con quanto suggerito da altri studi, tra cui il World Inequality Report 2018[3], si concentra su due proposte, tra loro correlate. Innanzitutto, si promuove l’applicazione di sistemi di tassazione spiccatamente progressivi, che intacchino maggiormente le rendite e la ricchezza privata delle fasce più ricche, nonché i guadagni dei grandi gruppi societari internazionali, a fronte di un abbassamento delle imposte sui redditi da lavoro e sui consumi, che hanno spesso un effetto regressivo. In secondo luogo, si sottolinea l’importanza strategica dello sviluppo di servizi pubblici universali e gratuiti, in particolare in materia di educazione, sanità e protezione sociale. I due macrotemi sono poi analizzati trasversalmente alla luce di un terzo fattore, già oggetto di approfondimento nel rapporto del 2018, ossia la connessione esistente tra disuguaglianze economiche e disuguaglianze di genere, e le potenziali ripercussioni positive delle politiche redistributive sul divario strutturale delle condizioni di vita di uomini e donne in molte parti del mondo.

A margine di ciò, una piccola nota per il lettore: poiché il rapporto si propone di descrivere e intervenire su tendenze globali, pur presentando spesso esempi tratti da specifici contesti territoriali, occorre accettare un certo grado di inevitabile generalizzazione nell’analisi e nelle proposte e tener presente che in alcuni casi esistono grandi differenze regionali e nazionali. D’altro canto, tale livello di analisi ha il merito di condensare una lunga serie di contributi della letteratura sia teorica che empirica sul tema delle disuguaglianze, fornendo così un’utile guida e spunti di riflessione per chi volesse approfondire il dibattito e studiare l’applicabilità delle proposte nei diversi sistemi socio-economici. Nel seguito dell’articolo si cercherà quindi di presentarne i contenuti fondamentali.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Il rapporto Oxfam 2019

Pagina 2: Povertà e disuguaglianza: l’istantanea del rapporto Oxfam

Pagina 3: Un’inversione di rotta: tassare i ricchi per liberare i poveri


[1] Al link è possibile scaricare gratuitamente il Rapporto Oxfam 2019, Public good or private health?, sia in versione integrale (in inglese) sia in versione abbreviata (in italiano e altre lingue).

[2] IMF (2017) Fiscal Monitor: Tackling Inequality.

[3] F. Alvaredo, L. Chancel, T. Piketty, E. Saez and G. Zucman. (2017). The World Inequality Report 2018. World Inequality Lab.


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Scritto da
Maria Chiara Turchi

Classe '93, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e la licenza magistrale del Collegio Superiore all'Università di Bologna. Fa parte di diverse associazioni che si occupano di inclusione scolastica, accesso alla giustizia e contrasto alle mafie. Si interessa di filosofia della pena e delle istituzioni penitenziarie.

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