Roma di nessuno: da modello politico a capitale immorale
- 15 Maggio 2017

Roma di nessuno: da modello politico a capitale immorale

Scritto da Francesco Saccomanni

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Un’altra Roma è possibile se un’altra Italia è possibile

I recenti investimenti svincolati dal Patto per l’organizzazione del Giubileo 2016 e la buona capacità di esecuzione dell’amministrazione capitolina sembrano rafforzare una conclusione importante: il malessere esistenziale di Roma non va imputato tanto a un cronico deficit di onestà, quanto di risorse economiche. Ma l’organizzazione di grandi eventi non può sopperire all’assenza di un disegno di sviluppo di lungo periodo per una città così complessa come Roma. È più che mai necessario un cambio di rotta. Con un’ossessione quasi ragionieristica tutta incentrata sul taglio dei costi, il Patto di Stabilità depriva Roma e gli altri Comuni italiani degli investimenti necessari per alimentare un nuovo tessuto produttivo che conduca a crescita economica e occupazione e, di conseguenza, a un aumento strutturale delle entrate fiscali capace di garantire un equilibrio di bilancio durevole. La recente riforma del Patto (2016), rendendo meno rigidi i parametri di bilancio, si muove certamente nella direzione giusta. Tuttavia, confermandone l’impianto poco discrezionale, non appare risolutiva per il rilancio degli investimenti pubblici locali.

Quale possa essere l’aspetto di un nuovo tessuto produttivo può essere suggerito dagli stessi mali di Roma: le tradizionali afflizioni della città (trasporti, degrado ambientale e urbanistico, costo delle abitazioni) indicano i settori in cui massima è l’urgenza di una risposta della politica. Gli investimenti nel trasporto pubblico locale, ad esempio, non solo sono in grado di incidere immediatamente sulla qualità della vita della popolazione, ma possono attivare un indotto ad alto valore aggiunto industriale (tram, metropolitane) ed elevata innovazione (sistemi di smart mobility). La riconversione urbanistica ed energetica può fare da volano alla trasformazione di un settore immobiliare ancora oggi focalizzato più sull’espansione della città che sulla riqualificazione (o ricostruzione) del patrimonio edilizio esistente. Una rinascita urbanistica dovrebbe inoltre puntare, in una prospettiva di sinistra, a contrastare attivamente la naturale tendenza del mercato immobiliare a generare estreme disuguaglianze nel valore delle abitazioni. Questo non solo comporta un acuirsi del pendolarismo tra periferia e centro (con impatto negativo sulla spesa pubblica e privata in trasporti), ma favorisce la concentrazione della ricchezza e la riproduzione della disuguaglianza attraverso le generazioni. È nel mattone, infatti, che le famiglie investono una parte consistente dei propri risparmi.

In conclusione, la soluzione ai problemi locali non può che passare attraverso una risposta della politica nazionale: le città non possiedono una reale autonomia fiscale e giuridica.  Di conseguenza, come per il paese nel suo complesso, la messa in discussione dell’attuale modello economico, in cui ogni possibile intervento pubblico di tipo espansivo è negato, proverrà, con molta probabilità, da proposte politiche capaci di offrire soluzioni convincenti ai ceti più colpiti dalla crisi. La difficile sfida per le forze di sinistra è di riuscirci con tempestività, senza i personalismi messianici della destra né i populismi del Movimento 5 Stelle, tanto qualunquisti quanto destinati a perpetuare l’esistente.


Bibliografia

Asimov I., “Preludio alla Fondazione”, Mondadori, 1995

Baroni P., “Un disavanzo strutturale da 100 milioni al mese e debiti vecchi di 50 anni”, La Stampa, 28 febbraio 2014

Comune di Ferrara, “Come funziona il Patto di Stabilità per i Comuni”, http://servizi.comune.fe.it/attach/finanze/docs/MARATTIN/patto_di_stabilita.pdf

Menicucci E., “In Campidoglio bilancio da crack: i debiti al commissario, poi via a tagli e dismissioni”, Corriere della Sera, 7 ottobre 2013

Ordine degli Architetti di Roma, “Il PRG: esce dalle controdeduzioni lo strumento urbanistico della Capitale”, 7 dicembre 2005, http://www.architettiroma.it/notizie/8006.aspx

Ragioneria Generale dello Stato, “Cos’è il Patto di Stabilità Interno”, http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/Patto-di-S/CosaeilPatto/

Ragioneria Generale di Roma Capitale, http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=ragioneria_gen.wp

Trovati G., “Corte conti: in 8 anni 40 miliardi di tagli agli enti locali”, Il Sole 24 Ore, 30 luglio 2015

Ufficio Statistico di Roma Capitale, “Annuario Statistico 2014”


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Scritto da
Francesco Saccomanni

Classe 1984. Romano, laureato in economia internazionale al Graduate Institute of International and Development Studies a Ginevra, ha studiato anche a Roma e Barcellona. Oggi lavora a Milano nel settore oil & gas.

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