Scritto da Enrico Traino
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Poiché nel futuro ci sarà bisogno di sempre meno lavoro a parità di output, è utopistico sperare che i lavoratori espulsi dal sistema possano essere rioccupati esclusivamente grazie agli “animal spirits” del mercato; è necessaria invece una forte presa di coscienza dei decisori politici per l’attuazione di politiche che tassino i profitti ad oggi monopolizzati dalle grandi aziende e li reinvestano per compensare la riduzione degli orari lavorativi, promuovendo così la ripartizione del fabbisogno di lavoro su più individui a costi costanti o decrescenti per le imprese, il che costituirebbe un fattore di incremento della competitività a favore della manodopera interna.
Bibliografia
“Addio al lavoro? Le trasformazioni e la centralità del lavoro nella globalizzazione”, Ricardo Antunes, Edizioni Ca’ Foscari Digital Publishing 2015.
“Reforming Taxation to Promote Growth and Equity”. Roosvelt institute, White Paper by Joseph E. Stiglitz, May 28, 2014.
“The End of Work: the decline of the global labor force and the dawn of the post-market era”, Jeremy Rifkin, New York, N.Y.: G.P. Putnam’s Sons. 1995.
“The Second Machine Age. Work, Progress, and Prosperity in a Time of Brilliant Technologie”, Erik Brynjolfsson and Andrew McAfee, Norton&Co, 2014.