Crediti deteriorati: la spada di Damocle del sistema bancario

crediti

I crediti deteriorati sono quei crediti erogati da una banca che presentano difficoltà nella riscossione a causa del peggioramento della situazione finanziaria del debitore. In altre e più semplici parole si tratta dei casi in cui il debitore fatica a ripagare il debito. Quello del deterioramento del credito è un problema estremamente rilevante per l’Italia e per il suo sistema economico e bancario, tant’è che a fine 2016, da sola, l’Italia vantava il non invidiabile primato di possedere circa un terzo di tutti i crediti deteriorati europei.

Una quantità elevata di crediti deteriorati può schiacciare sotto il suo peso la propensione a prestare di una banca: nel caso una banca si renda conto che nel suo portafoglio crediti siano presenti eccessivi tassi di fallimenti e perdite economiche sarà dissuasa dall’assumere ulteriore rischio di credito erogando nuovi prestiti. Com’è risaputo il credito è la “benzina” dell’attività economica e una strozzatura causa notevoli problemi per la crescita ed il benessere economico di una nazione.

Un concetto apparentemente semplice come quello del credito deteriorato può d’altra parte divenire complesso una volta considerate alcune questioni tecniche. Spesso, approcciando la letteratura riguardo il tema, si viene storditi dalla grande quantità di classificazioni e dal florilegio di diversi stime esistenti: l’Italia è pessima per quantità di crediti deteriorati ma è virtuosa per gli accantonamenti; sono negativi ma in termini numerici molto diversi i dati riguardanti le sofferenze lorde e nette.

È perciò necessario spendere alcune parole riguardo la questione delle classificazioni. Innanzitutto notiamo come la sigla NPL (Non Performing Loans) sia un sinonimo di credito deteriorato. I crediti deteriorati sono una macro classe divisibile in tre sottocategorie a seconda della gravità del deterioramento. Tali sottocategorie sono quelle delle sofferenze, degli inadempimenti probabili e delle esposizioni scadute e/o sconfinanti. In sostanza è sufficiente ricordare che un cliente che tarda 5 giorni a pagare la rata del mutuo perché magari è in vacanza non è uguale a una azienda in ritardo di 9 mesi contro cui si è iniziata una procedura esecutiva di esproprio di immobili.

La quantità globale di crediti deteriorati comprende anche situazioni non estremamente gravi di ritardo nei pagamenti mentre invece le sofferenze sono il grado più grave e riferito solamente ai debitori in stato di insolvenza. Consideriamo un credito di 100 euro a un debitore ora insolvente. La banca necessiterà di anni per terminare la procedura di riscossione da cui comunque si aspetta di potere recuperare una parte dell’ammontare, diciamo 60 euro; nel frattempo scriverà a bilancio un fondo di accantonamento di 40 euro per tenere conto delle future perdite in cui incorrerà. Le sofferenze lorde ammonteranno quindi a 100 euro mentre quelle nette, cioè non coperte da fondi svalutazione crediti, sono pari a 60 euro.

Continua a leggere – Pagina seguente


Indice dell’articolo

Pagina corrente: I crediti deteriorati

Pagina 2: I crediti deteriorati delle banche italiane

Pagina 3: La gestione dei crediti deteriorati


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Nato nel 1991, ha conseguito la maturità presso il liceo scientifico Augusto Righi di Bologna, quindi la laurea triennale in Economia e Finanza e la magistrale in Finanza Intermediari e Mercati presso l’Università di Bologna. Durante il periodo universitario ha fatto parte del Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Ha collaborato con la rivista elettronica Il Chiasmo e ho svolto stage presso l’azienda bolognese Prometeia e in Banca di Bologna.

Comments are closed.