Elezioni in Austria, K. contro K.

Austria

Il processo politico che si è sviluppato nel giro di pochi mesi in Austria è un interessante caso di studio, oltre che un fenomeno in grado di scatenare effetti importanti sul piano europeo. Pur essendo meno di frequente sotto le luci della ribalta, la Repubblica alpina si inserisce infatti a pieno titolo tra quei Paesi le cui tornate elettorali determinano, con un peso certamente variabile, il contesto in continua evoluzione nel quale l’Unione Europea è alla ricerca di nuovo carburante per il processo di integrazione.

La socialdemocrazia (SPÖ) attualmente al governo, che aveva affidato il proprio rilancio ad un tecnico con una chiara impronta centrista, dovrà con molta probabilità escludere fin da subito l’ingresso nell’ennesima Grosse Koalition e valutare una strada alternativa per ritrovare un’identità, come sta accadendo alla SPD tedesca. La ÖVP, il partito popolare dato a lungo per spacciato, si è improvvisamente rivitalizzata grazie alla leadership carismatica del giovane Sebastian Kurz, presentandosi come un partito “nuovo” in grado di mischiare lo storico legame con la tradizione cristiano-sociale e un approccio pragmatico e non arrendevole sui temi dell’immigrazione. Uno stile più assertivo che indebolisce sia i rivali del Partito della Libertà (FPÖ), troppo a destra ed eurofobo, sia i NEOS, il movimento liberale che si è proposto in questi ultimi anni come l’autentico rappresentante di un nuovo centro moderno ed europeista. La FPÖ paga inoltre la secessione della parte più oltranzista (radunata da Barbara Rosenkranz in una lista autonoma), mentre i Verdi (tradizionalmente deboli) sono fermi intorno 5% per via della nascita del movimento personale dello storico esponente Peter Pilz, in aperta polemica con i vertici. È in questo scenario frammentato che il popolare Kurz si avvia verso un a vittoria sempre più scontata il prossimo 15 ottobre, dopo la quale dovrà per forza scegliere: avviare un governo di minoranza con i soli Popolari o accettare la sfida di una difficile alleanza di governo con l’estrema destra.

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Lavora a Roma come consulente Comunicazione Strategica e Public Affairs in Comin & Partners. Ha studiato Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Bologna e all’Accademia Diplomatica di Vienna. Appassionato di politica e cultura tedesca e austriaca.

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