“Gerussia. L’orizzonte infranto della geopolitica europea” di Salvatore Santangelo

Gerussia

 Recensione a: Salvatore Santangelo, Gerussia. L’orizzonte infranto della geopolitica europea, Castelvecchi, Roma 2016, pp. 192, 18.50 euro (Scheda libro).


“Quando i russi pensano all’Europa, è indubbio che pensino innanzitutto alla Germania”. Un assioma di Gian Enrico Rusconi che Salvatore Santangelo, autore di “Gerussia, l’orizzonte infranto della geopolitica europea”, riprende nella sua opera per dar voce all’eccezionalità dei rapporti russo-tedeschi.

Santangelo ripercorre le burrascose vicende che hanno legato Germania e Russia e instaurato tra di esse un rapporto peculiare e senza eguali nel panorama europeo. Dall’unificazione tedesca del 1870 (per la quale la mancata opposizione di San Pietroburgo fu determinante) al ruolo di Berlino nell’ascesa al potere dei bolscevichi, dal riavvicinamento tattico di Rapallo (1922) a quello di più ampio respiro favorito dall’Ostpolitik di Brandt, fino alle nuove intese che, benché con stili diversi, hanno caratterizzato l’approccio di Schroeder e della Merkel verso la Federazione Russa di Putin.

In mezzo, la tragedia incommensurabile dell’Operazione Barbarossa, che nei suoi esiti ha portato alla morte del regime nazista e alla resurrezione di quello sovietico. Cicatrici che non passano ma che, paradossalmente, e in un caso forse unico al mondo, quasi aiutano a rinsaldare i rapporti tra le due nazioni, o se non altro a renderli più profondi e meno scontati.

Tante inoltre le occasioni mancate, che l’autore ha il merito di riportare alla luce a dispetto dell’oblio storiografico in cui sono finite. Parleremmo oggi di un’Europa diversa se il progetto di Hanotaux, ministro degli esteri francese alla fine del XIX secolo, fosse andato in porto: un’alleanza franco-russo-tedesca avrebbe forse scongiurato l’ecatombe novecentesca, e magari rallentato – o quanto meno ritardato – l’inesorabile declino europeo.

Ma Gerussia, ovvero l’asse russo-tedesco nella terminologia coniata dal Centro Studi di Geopolitica della Duma, oggi non vive certo di rimpianti, bensì di opportunità. Nessuno, a Mosca o a Berlino, ne sottovaluta la portata.

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Nato nel 1989, si è diplomato al Liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale. Dopo gli studi triennali condotti presso l’Università degli Studi di Catania, ha conseguito la laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Attualmente collabora con diverse testate tra cui Limes ed è socio del Limes Club Bologna. Specializzato in Russia e Mediterraneo, è autore del libro "La Russia nel Mediterraneo. Ambizioni, limiti, opportunità" e coautore dell’ebook "La Russia di Sochi 2014: Giochi olimpici, Caucaso e geopolitica".

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