“Internet delle cose” di Samuel Greengard

Internet delle cose di Samuel Greengard

Recensione a: Samuel Greengard, Internet delle cose, il Mulino, Bologna 2017, pp. 152, 12 euro (scheda libro).


Questa recensione è tratta dal numero 6 della rivista cartacea, dedicato alla Quarta Rivoluzione Industriale. Nel numero sono presenti molti altri articoli, approfondimenti, interviste e recensioni che indagano la natura e le implicazioni di questa profonda trasformazione economica in corso. Puoi leggere questo e altri numeri chiedendo di riceverli direttamente a casa secondo le modalità indicate in questa pagina.


The Internet of Things, l’Internet delle Cose, così si chiama il breve ma fondamentale testo di Samuel Greengard. Leggere questo libro è come spalancare una finestra su un mondo nuovo che, per chi è meno avvezzo al tema, pone diversi interrogativi. Primo tra tutti il perché sia necessario specificare Internet delle Cose. È così importante? Internet non è forse già “tutto”?

La risposta a questa domanda è: no, Internet non è tutto. E con questa estensione del termine si sviluppa una storia: quella della cosiddetta rivoluzione industriale 4.0. Oppure, per meglio dire, della quarta fase della rivoluzione industriale che stiamo vivendo ora e che segue la meccanizzazione (prima rivoluzione industriale, avvenuta ad inizio XIX secolo), la produzione di massa (seconda rivoluzione industriale, avvenuta alla fine del XIX secolo) e la diffusione dell’elettronica e dei computer avvenuta a partire dagli anni Settanta del XX secolo. Al cuore dell’Internet delle Cose vi è quindi l’Internet Industriale che rappresenta l’infrastruttura che supporta la connessione di macchine e di dati tramite l’integrazione di macchinari con sensori, software e sistemi di comunicazione avvalendosi, oltreché di connessioni veloci, di big data, machine learning e connettività M2M (Machine to Machine ovvero le tecnologie e i servizi che permettono il trasferimento automatico delle informazioni da macchina a macchina con limitata o nessuna interazione umana).

Proprio per questo carattere particolarmente legato al mondo industriale l’Internet of Things viene chiamato da alcuni Industry 4.0, facendo riferimento all’ondata dirompente di innovazione industriale che porta il diffondersi dell’automazione, dell’ulteriore specializzazione delle competenze, dell’accumulo e dell’analisi di enormi quantità di dati, della profilazione degli utenti e dei consumatori, oltre alla centralità del comparto informatico a prescindere dal settore di business in cui opera l’industria smart. Tutto questo non sarebbe possibile senza Internet, ovviamente, ma va oltre l’Internet per come lo conosciamo noi ora poiché non è in grado di connettere tra di loro unicamente gli strumenti che nascono già digitali (digital-first, come uno smartphone o un computer, ad esempio) ma anche quelli che nascono prevalentemente o completamente fisici (physical-first, come un libro o una automobile) e di farlo automaticamente, senza bisogno della costante presenza di un essere umano dopo l’attivazione del processo.

Nell’Internet Industriale la comunicazione può avvenire in tre modi: da macchina a macchina (M2M), da uomo a macchina (H2M) e da macchina a smartphone (M2S) o altro dispositivo mobile come un tablet o un laptop ibridando le tipologie di connessione e le tecnologie. Questo è possibile grazie alla grande diffusione di possibilità di connessione senza soluzione di continuità, al basso costo dell’energia elettrica, al continuo miglioramento delle batterie per dispositivi digitali e alla miniaturizzazione dei componenti elettronici, e – non ultimo – allo sviluppo di nuove tecnologie come la RFID (radio frequency identification) che utilizza circuiti integrati di ridottissime dimensioni sia in maniera passiva (ovvero senza alimentazione propria) che attivi (con alimentazione propria) assieme a lettori con antenne utili a identificare oggetti e a trasmettere dati sulla loro posizione o condizione ad un dispositivo mobile o ad una rete di computer.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Internet Industriale e Internet delle Cose

Pagina 2: Le possibili applicazioni dell’Internet delle Cose

Pagina 3: Opportunità e rischi dell’Internet delle Cose


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Nato nel 1987. Laureato in Scienze Storiche con tesi in evoluzione culturale. Master in Innovazione nella Pubblica Amministrazione. E' assistente europarlamentare e insegna presso un Liceo pubblico di Genova. Collabora con diverse associazioni e riviste nel settore culturale e politico.

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