Obbligazioni e azioni: che cosa sono e come si determina il prezzo?

Obbligazioni

Che cos’è un’azione? Che cos’è un’obbligazione? In molti in Italia non hanno una risposta precisa a domande come questa. Le indagini svolte negli ultimi anni, OCSE-PISA tra gli studenti e Global Finlit Survey tra gli adulti, dipingono un quadro di vera emergenza in termini di informazione finanziaria collocando il nostro Paese all’ultimo posto tra quelli europei.

Una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini è fondamentale e l’educazione finanziaria dovrebbe essere una componente essenziale delle politiche di tutela del risparmio con il fine di dare ad ognuno gli strumenti necessari per muoversi e fare le scelte giuste in una realtà sempre più complessa e mutevole come quella attuale. La non conoscenza dei basilari meccanismi economici rischia infatti di rivelarsi l’ennesimo moltiplicatore delle diseguaglianze sociali, le indagini mostrano come i soggetti meno informati siano proprio quelli appartenenti alle categorie maggiormente a rischio: anziani, donne e giovani. Una diffusa educazione finanziaria – e anche assicurativa e previdenziale – potrebbe rivelarsi un utile strumento di equità sociale.

Il presente articolo si propone di fornire alcuni rudimenti riguardo obbligazioni ed azioni accompagnandoli con riflessioni ed esempi chiarificatori.


Un’obbligazione è un titolo di debito. Aristotele direbbe che il genere sommo di un’obbligazione è il debito e la differenza specifica è l’essere un titolo. Occupiamoci quindi in primo luogo di cosa sia un debito. Un debito comporta un trasferimento di denaro iniziale da un’entità ad un’altra. Tali entità possono essere sia imprese che individui. Per semplicità consideriamo il caso di due persone fisiche: il signor A dà al signor B una somma pari a 100 euro e contestualmente per il signor B sorge l’obbligazione di restituire al signor A una certa quantità di denaro in futuro. La somma di denaro che sarà restituita in futuro sarà composta dal capitale inizialmente prestato (i 100 euro iniziali) e da una somma di denaro chiamata interesse, nel nostro caso diciamo che saranno restituiti 110 euro. Dicesi tasso di interesse il rapporto tra il capitale prestato e l’ammontare degli interessi, in questo caso il tasso di interesse è pari al 10% (10/100).

Vi sono vari fattori che rendono particolare un’obbligazione rispetto ad un debito/credito ma la più rilevante ai fini di questo articolo è che un’obbligazione è incorporata in un titolo. Esemplificando, un titolo è un pezzo di carta strutturato in modo da renderne legalmente possibile la circolazione. Nel caso il signor A presti al signor B 100 euro, il signor B può dargli un pezzo di carta, detto titolo di credito, in cui vi è scritto che dietro presentazione di questo stesso titolo alla scadenza il signor B pagherà al suo portatore 100 euro. La forma del titolo di credito rende possibile per il signor A vendere con facilità il suo titolo di credito al signor C, che a sua volta lo può rivendere al signor D e così via diciamo fino ad un certo Signor X che invece decide di mantenere il titolo fino alla sua scadenza e che in tale data riscuoterà capitale ed interessi presso il signor B (il concetto di vendita di una obbligazione sarà chiarito meglio nel seguito). Nel caso in cui il signor B non riesca ad onorare la sua obbligazione costui andrà incontro a procedura di fallimento: tutto il suo patrimonio sarà liquidato e sarà distribuito proporzionalmente tra i suoi creditori. Default è il termine inglese equivalente a fallimento. Le obbligazioni possono essere emesse anche da stati: in questo caso vengono chiamate titoli di stato. Non tutte le obbligazioni hanno lo stesso livello di “privilegio”, o in inglese di “seniority”: è possibile che un debitore emetta obbligazioni così dette subordinate, in quanto il loro rimborso è subordinato al rimborso di tutte le altre obbligazioni emesse. In caso di default verranno prima interamente rimborsate tutte le obbligazioni non subordinate e solamente qualora residui del patrimonio si procederà a ripartirlo tra i creditori subordinati.

Consideriamo ora le azioni. Un’azione è un titolo, così come lo sono anche le obbligazioni. Un’azione tuttavia non rappresenta una obbligazione di pagare una somma di denaro in futuro bensì rappresenta una quota di partecipazione in una società. Comprare un’azione della società XYZ equivale a diventare proprietari di un pezzo dell’azienda XYZ. Le azioni beneficiano del cosiddetto principio della responsabilità limitata: non è possibile che vengano richiesti al possessore di un’azione versamenti di denaro obbligatori ed aggiuntivi rispetto al prezzo pagato per acquistarla. Nel caso ad esempio XYZ fallisca e residui un debito di svariati miliardi, non sarà presentato nessun conto da pagare ai possessori di azioni XYZ. Il principio di responsabilità limitata è stato introdotto per incoraggiare l’investimento, vale a dire per incanalare i risparmi degli individui verso le aziende e quindi attività produttive; senza il principio della responsabilità limitata difficilmente un buon padre di famiglia investirebbe in borsa sapendo che se i suoi investimenti andassero male potrebbe perdere la casa. I possessori di azioni di una società sono detti soci della società. Un’azione non comporta nessuna obbligazione di pagamenti regolari; d’altra parte lo scopo delle aziende è generare utili e restituirli ai proprietari, quindi è normale che un’azienda ripaghi i suoi soci. Le aziende “ricompensano” i loro soci pagando loro una somma di denaro, in genere annualmente, detta dividendo. Si noti che il pagamento del dividendo non è un obbligo e che nulla vieta che un’azienda decida di reinvestire la totalità degli utili senza pagare alcun dividendo o che al contrario decida di distribuire un dividendo sebbene sia in perdita.

Il valore di un’azione dipende dall’andamento economico della società e non da un obbligo di ripagare una somma di denaro determinata. Per questo le azioni sono generalmente considerate più rischiose delle obbligazioni. In caso di default inoltre saranno prima rimborsati gli obbligazionisti senior, successivamente quelli subordinati e solamente qualora residui ancora patrimonio questo verrà ripartito tra i soci. Al contrario, nel caso l’azienda vada molto bene e ad esempio raddoppi o decuplichi il suo valore, gli obbligazionisti avranno diritto solamente ad un pagamento limitato e pari alla somma di capitale ed interesse mentre tutta la ricchezza residua sarà di proprietà degli azionisti.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Fondamenti teorici

Pagina 2: Determinazione del prezzo delle obbligazioni

Pagina 3: Determinazione del prezzo delle azioni

Pagina 4: Dalla teoria alla pratica


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Nato nel 1991, ha conseguito la maturità presso il liceo scientifico Augusto Righi di Bologna, quindi la laurea triennale in Economia e Finanza e la magistrale in Finanza Intermediari e Mercati presso l’Università di Bologna. Durante il periodo universitario ha fatto parte del Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Ha collaborato con la rivista elettronica Il Chiasmo e ho svolto stage presso l’azienda bolognese Prometeia e in Banca di Bologna.

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