“La grande convergenza. Tecnologia informatica, web e nuova globalizzazione” di Richard Baldwin
- 30 Settembre 2018

“La grande convergenza. Tecnologia informatica, web e nuova globalizzazione” di Richard Baldwin

Scritto da Luca Picotti

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I tre “spacchettamenti” di Richard Baldwin

Quando il trasporto marittimo dipendeva dall’energia eolica e quello terrestre dall’energia animale, i costi di trasporto erano tali da rendere la produzione forzatamente «impacchettata» con il consumo. «Si può pensare alla globalizzazione come a un progressivo scioglimento di quel forzato “impacchettamento”. Ma non erano i soli costi di trasporto a generare quel legame. Vi contribuivano tre costi determinati dalla distanza: i costi del trasporto di beni, del trasporto di idee e del trasporto di persone […] I costi di trasporto sono caduti verticalmente un secolo e mezzo prima dei costi di comunicazione. E i contatti personali diretti sono ancora oggi molto costosi. Diviene più facile capire l’importanza della suddetta sequenza di caduta dei costi se si osserva la globalizzazione in una nuova prospettiva, ossia nella prospettiva di quella che io chiamo “estinzione a cascata dei tre vincoli”»(p.14).

Il primo «spacchettamento» risale, afferma l’Autore riprendendo l’articolo di Kevin O’Rourke e Jeff Williamson When Did Globalisation Begin? (2002), al 1820, anno in cui i prezzi interni vengono fissati dall’interazione tra domanda e offerta internazionali. Protagonista di questa fase, suddivisa dall’Autore in tre atti – in modo da non trascurare la stagione protezionistica del 1914-1945 – è la macchina a vapore, che ridusse drasticamente i costi del trasporto: per fare un esempio, nei tardi anni Trenta dell’Ottocento, un veliero di classe superiore poteva andare da Liverpool a New York in circa 48 giorni, mentre negli anni Quaranta sempre dell’Ottocento le navi a vapore ridussero la durata del viaggio a 14 giorni. «L’energia generata dal vapore consentì agli uomini di spostarsi normalmente da un continente all’altro, e di ridisegnare il mondo come sarebbe stato impensabile fare con l’energia animale, eolica e idraulica»(p.56). Nella fase del primo «spacchettamento» sono però solo i costi di trasporto dei beni a calare, mentre quelli del trasporto di idee rimangono alti: questo squilibrio finì per produrre enormi differenze di reddito tra i paesi sviluppati (Nord) e quelli in via di sviluppo (Sud), anche perché, seppur i mercati si stessero espandendo globalmente, l’industria si concentrò localmente nel Nord e così anche l’innovazione da questa alimentata[2]. «In breve, la grande divergenza fu prodotta dalla combinazione di bassi costi commerciali e alti costi di comunicazione» (p.15).

Il secondo «spacchettamento» avviene sul finire del ventesimo secolo ed è guidato dalla rivoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Per riportare alcuni dati, fra il 1986 e il 2007 la capacità mondiale di memorizzazione di dati è cresciuta del 23% all’anno, le telecomunicazioni del 28% e la potenza computazionale del 58%. Con il miglioramento delle comunicazioni risulta più agevole trasferire le idee e coordinare attività complesse a distanza, come nel caso della segmentazione dell’organizzazione delle fabbriche a livello internazionale – si parla della delocalizzazione di alcuni stadi del ciclo produttivo in paesi a basso costo salariale. Il secondo «spacchettamento» ha portato alla combinazione del know-how di marketing, manageriale e tecnico dei paesi del G7 con i lavoratori a basso salario dei paesi in via di sviluppo, con la conseguente crescita e industrializzazione di questi ultimi. Per comprendere come sia mutata la natura della globalizzazione dal primo al secondo «spacchettamento», Richard Baldwin offre un’efficace metafora sportiva.

Si pensi a due squadre di calcio che discutono su uno scambio di giocatori. Se questo ha luogo, avvantaggerà entrambe perché ognuna otterrà così il giocatore di cui effettivamente necessitava: la vecchia globalizzazione può essere pensata come uno scambio di giocatori. Si pensi ora ad uno scambio totalmente diverso. L’allenatore della squadra migliore va nei fine settimana ad allenare la squadra peggiore; la lega calcistica sarà così più competitiva e la squadra peggiore migliorerà, ma non è detto che quella migliore ne tragga vantaggio, anche se il suo allenatore realizzerà un buon guadagno prestando il suo servizio a due squadre anziché a una sola: questa è la nuova globalizzazione, dove le imprese che delocalizzano coprono il ruolo dell’allenatore e che sta portando verso la «grande convergenza».

La narrazione di Richard Baldwin sull’estinzione a cascata dei tre vincoli sembra presupporre un terzo «spacchettamento», che si verificherebbe se il costo dei contatti personali diretti cadesse nella stessa misura degli altri due (beni e idee). In un futuro non troppo lontano, secondo l’Autore la «telepresenza» e la «telerobotica» potranno abbattere i costi di circolazione delle persone consentendo di separare fisicamente le prestazioni di lavoro dai lavoratori.

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[2] Il fatto che il costo della circolazione delle idee fosse rimasto alto comportò, secondo Richard Baldwin, un’asimmetria tra paesi sviluppati e industrializzati e quelli in via di sviluppo, poiché l’innovazione tendeva a rimanere concentrata al Nord – gap che verrà poi ridotto in seguito con la “nuova globalizzazione” caratterizzata dalla rivoluzione delle ICT e dalle delocalizzazioni.


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Scritto da
Luca Picotti

Nato a Udine nel 1997, studia giurisprudenza presso l’Università degli studi di Trieste ed è redattore della rivista. Scrive soprattutto di teoria politica, trasformazioni socioeconomiche e processi di globalizzazione.

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