“La Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento” di Leonardo Bianchi

Gente

Recensione a: Leonardo Bianchi, La Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento, minimum fax, Roma 2017, pp. 362, 18 euro (scheda libro).


«Come diceva quel tale, per ogni problema complesso c’è una soluzione semplice, ed è sbagliata». Così si esprimeva Umberto Eco con ironia citazionistica attraverso le parole di Casaubon, protagonista de Il pendolo di Foucault, che considerava il suo vero capolavoro narrativo. Parole che potrebbero fare perfettamente da sfondo al libro La Gente di Leonardo Bianchi, news editor di Vice Italia e collaboratore presso varie riviste quali Internazionale e Valigia Blu.

L’autore, raccogliendo numerosi reportage effettuati negli ultimi anni, ricostruisce la fenomenologia di una serie di avvenimenti politici e sociali collocandoli nella categoria del “gentismo”. Nuova categoria che si riferirebbe ad un «atteggiamento politico di calcolata condiscendenza verso interessi, desideri, richieste presuntivamente espresse dalla gente, considerata come un insieme vasto e, sotto il profilo sociologico, indistinto» che si differenzia dal populismo a causa dello slittamento del focus da un capo capace di raccogliere il favore popolare al «popolo che diventa gente, cioè massa, audience».

Negli ultimi anni abbiamo assistito al diffondersi di moduli interpretativi basati sulla ricerca di una “soluzione semplice” per spiegare quotidianamente molti fenomeni sociali: questa ipersemplificazione poggia sulla banale dicotomia fra un “noi” e un “loro”, che rispecchierebbe una divisione manichea della società. Questa divisione semplificatoria è uno dei nuclei portanti del gentismo e di tutte le paranoie del complotto, ma soprattutto, come vedremo, della loro circolazione on line e non solo. Volendo fornire una meta-lettura, l’intero testo di Bianchi si presenterebbe in realtà come il primo tentativo di una analisi sociale che tenti di superare questa opposizione presentandoci in maniera dettagliata le mille sfaccettature di cui è composto il fenomeno “emergente” del gentismo.

«Da tempo mi ponevo domande su questa Europa delle crisi indotte […] dei popoli che vedono passare il destino sulle loro teste, dell’invasione accettata e autoprocurata. Tutto questo non poteva essere frutto del caso o della cattiva gestione». Si tratta di un’affermazione rilasciata al giornale Libero da Matteo Simonetti, autore del volume La verità sul piano Kalergi. Il piano Kalergi, consistente in una presunta cospirazione ai danni dei popoli europei, della “gente”, rappresenta un esempio perfetto di un topos gentista.

Ma le stesse anomalie si ritrovano più in generale in ogni paranoia del complotto, e ancor di più nei super-complotti nell’accezione fornita da Michael Barkun, ovvero quei complotti che tengono insieme gerarchicamente varie cospirazioni (di nuovo il finto piano del Pendolo ne è esempio strutturalmente perfetto): essi infatti concettualmente ricercano una spiegazione semplice dietro a fenomeni complessi, la “sostituzione etnica” dietro alla questione migratoria, ma in pratica si esplicano in una serie di intricatissime analogie grazie alle quali cercare di tenere insieme problemi analizzabili in realtà solo localmente. Incubi spacciati per ideologie. 

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La Gente

Pagina 2: Gente vs Kasta

Pagina 3: Irrational man

Pagina 4: Mondi possibili: l’invasione e le crociate

Pagina 5: Il favoloso mondo dell’internet


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Nato a Firenze nel 1990, dove si è laureato in Filosofia con una tesi sull’etica in Machiavelli. Attualmente studia Semiotica all’Università di Bologna.

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