“Il Movimento nella rete” di Paolo Ceri e Francesca Veltri

Movimento

Recensione a: Paolo Ceri, Francesca Veltri, Il Movimento nella rete. Storia e struttura del Movimento a 5 stelle, Rosenberg & Sellier, Torino 2017, pp. 368, 19 euro, (scheda libro).


La vasta letteratura sul Movimento 5 Stelle (M5S) si arricchisce di un nuovo capitolo: Il Movimento nella Rete. Storia e struttura del Movimento 5 Stelle scritto dai sociologi Paolo Ceri (direttore della rivista Quaderni di Sociologia) e Francesca Veltri (ricercatrice all’Università della Calabria). Si tratta di un tentativo, particolarmente ben riuscito, di ricostruire la storia del M5S, la sua evoluzione – non si utilizzerà in questa sede il termine «istituzionalizzazione» – e la configurazione degli istituti di democrazia diretta all’interno del movimento. Il libro è diviso in due parti ben caratterizzate, che appaiono a prima vista come due saggi tra loro separati più che come sezioni di uno stesso libro: il primo è focalizzato sulla ricostruzione storica, il secondo su quella sociologica, con alcune fugaci incursioni nella scienza politica.

Il dettaglio delle vicende è rimarchevole: si parte dalle prime fasi di costruzione del movimento, dai dubbi e dalle incertezze dei militanti della prima ora, per passare poi – punto questo innovativo e di interesse – alle diverse concezioni di movimento, che hanno accompagnato la tumultuosa strutturazione del M5S. Lasciando da parte la cronistoria – già presente in letteratura, pur senza lo stesso livello di dettaglio, è opportuno concentrarsi invece su alcuni aspetti particolarmente significativi, anche per i non esperti delle questioni del M5S.

In prima istanza, gli autori pongono giustamente l’accento sulla contraddittoria posizione all’interno del M5S dei meetup. Da un lato, essi hanno costituito il nerbo del primo radicamento (on-line e off-line) del movimento, prima ancora che esso fosse ufficialmente fondato nel ottobre del 2009; tuttavia, i meetup sono formalmente al di fuori della struttura decisionale del M5S, venendo quindi relegati de facto ad un ruolo ancillare rispetto tanto all’assemblea on-line (sia su scala nazionale sia su scala regionale) quanto rispetto alle poche – e di investitura diretta – cariche all’interno del M5S.

La ricostruzione inoltre permette ai lettori di interrogarsi sul ruolo di queste sezioni post-litteram nella mobilitazione delle campagne elettorali nazionali, compresa quella attualmente in corso. Se l’elaborazione del programma è stata demandata alle votazioni on-line cosa rimane della elaborazione politica bottom-up, sempre che essa abbia avuto una qualche importanza per la leadership dalla stesura della Carta di Firenze del 2009 in poi? Tutti questi attivisti saranno trasformati, in event-organizers, ossia militanti locali deputati ad accogliere i leader nazionali sul proprio territorio, come peraltro sembra accadere per partiti ben più radicati? I primi tre capitoli del volume rappresentano un’analisi particolarmente utile per rispondere a tali domande. Quel che è chiaro è che la paventata democrazia diretta, malgrado i tentativi di natura assembleare nelle prime fasi di esistenza dei meetup, non si è compiuta né formalmente né sostanzialmente.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Il Movimento nella rete

Pagina 2: Non una, ma più piattaforme di partecipazione

Pagina 3: La democrazia interna, nodo cruciale del Movimento


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Laureato in Relazioni Internazionali con un master di II livello in Diplomacy and Intrrnational Politics presso l'università di Bologna, è presidente dell'Istituto Gramsci di Rimini e membro del direttivo del Gruppo Antimafia Pio La Torre. Ha un blog su Pagina99, "Areopagitica", dove si sta concentrando su Europa ed Elezioni Europee.

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