Reti sociali, mondo dell’informazione e compito storico della sinistra

reti

La categoria di «rete» è entrata nella scienza e nel linguaggio comune delle società complesse per descrivere un’innumerevole quantità di fenomeni e campi. Si può in effetti parlare di reti in fisica, biologia, informatica, scienze sociali.

Nel senso più astratto possibile, la rete può essere definita come un insieme di relazioni tra oggetti o persone, in cui gli oggetti o le persone costituiscono i «nodi» e le relazioni gli «archi» di un grafo.

La scienza delle reti è dunque in realtà un modello di matematizzazione della realtà applicabile in linea di principio a tutte quelle dimensioni del reale caratterizzate dalla presenza di attori discreti in relazioni simmetriche o asimmetriche tra loro. Il National Research Council of the United States ha definito la scienza delle reti come «the study of network representations of physical, biological, and social phenomena leading to predictive models of these phenomena»[1].

La scienza delle reti ha avuto un significativo impatto in campo sociale. In particolare, il concetto di rete sembra prestarsi particolarmente alla descrizione dei rapporti sociali in un contesto tardo-capitalista, contraddistinto dall’indebolimento dei gruppi consolidati e delle classi e dalla variabilità delle relazioni possibili tra soggetti.

Tuttavia, il concetto di rete favorisce la comprensione delle relazioni sociali in termini di orizzontalità e cooperazione, mettendo in secondo piano (o direttamente oscurando) la realtà del conflitto e le asimmetrie del legame sociale. Da questo punto di vista, risulta estremamente interessante prendere in considerazione la «rete a invarianza di scala» elaborata dal fisico ungherese Barabási[2], in quanto si tratta di un modello che rende conto della tendenza al consolidamento delle asimmetrie e del potere all’interno di contesti complessi solo apparentemente caratterizzati da orizzontalità. Vediamo di cosa si tratta.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La scienza delle reti

Pagina 2: Le reti a invarianza di scala, o le asimmetrie delle reti

Pagina 3: La sfida della sinistra nel tempo delle reti


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28 anni. Dottorando di filosofia presso il Consorzio FINO (Università di Torino, Vercelli, Pavia e Vercelli); i suoi studi vertono sulla questione del riconoscimento in particolare alla luce del dibattito francese che si svolge a cavallo tra la filosofia e le scienze sociali. Attualmente è segretario provinciale del Partito Democratico Biellese e svolge l’incarico di consigliere comunale della Città di Biella.

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