“L’ultimo califfato” di Massimiliano Trentin

califfato

Recensione a: Massimiliano Trentin (a cura di), L’ultimo califfato: l’organizzazione dello Stato islamico in Medio Oriente, il Mulino, Bologna 2017, pp. 240, 20 euro (Scheda libro).


È sullo sfondo della campagna per la liberazione della città di Mosul in Iraq e dell’avvio di nuove trattative a Ginevra per un cessate il fuoco in Siria che la casa editrice bolognese il Mulino pubblica L’ultimo califfato, saggio a cura di Massimiliano Trentin. Oltre al contributo del suo curatore, ricercatore e docente di Middle Eastern Studies presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, tale opera è il frutto del lavoro congiunto di altri sette esperti del settore, sia italiani che stranieri, che ripercorrono la storia e gli sviluppi ideologici di quei movimenti jihadisti i cui sforzi porteranno alla nascita di una nuova realtà nel Medio Oriente, quella dell’Organizzazione dello Stato Islamico.

Suddiviso in tre principali nuclei tematici, il testo tratta con dovizia di particolari il percorso storico che ha portato l’Organizzazione da un ruolo marginale nel contesto di guerriglia dell’Iraq, sotto l’occupazione delle truppe statunitensi, sino alla conquista di una notevole parte di territorio nel Mashreq e alla conseguente proclamazione del califfato nell’estate del 2014. Seguendo accuratamente le fonti, in particolare mediante l’indagine di testi di riferimento per i jihadisti e di dichiarazioni ufficiali dell’ISIS, il contenuto della teoria del movimento viene confrontato con le principali dottrine classiche del potere islamico portandone alla luce le incongruenze e le contraddizioni. Tale ricerca prosegue prendendo in esame le capacità comunicative dell’Organizzazione, volte innanzitutto al reclutamento di nuovi affiliati, evidenziandone un’estrema flessibilità nel coniugare strategie militari, comunicazione e politica in base a chi intende rivolgersi. Per ultimo il califfato viene confrontato con le prime fasi dell’espansione dello stato saudita e ne vengono esaminate alcune specificità determinanti che ne esaltano la natura totalitaria.

Attraverso un’attenta analisi dei progetti politici dell’Organizzazione dello Stato Islamico e dei contesti nei quali si è mossa, è stato possibile ricostruirne le specificità rispetto ad altre formazioni estremiste, così come le ragioni del suo successo. È opinione comune che siano  soprattutto due le peculiarità che contraddistinguono l’Organizzazione all’interno della galassia dei movimenti di impronta jihadista-salafita: da un lato troviamo la sua spiccata autonomia politica, frutto dell’abilità organizzativa e militare dei suoi membri di ottimizzare al meglio le situazioni che progressivamente andavano a delinearsi negli ultimi decenni in Iraq ed in Siria; dall’altro, la sua volontà di emergere come realtà statuale attraverso la proclamazione a califfato, consolidando così il proprio percorso di legittimazione agli occhi delle popolazioni da esso assoggettate.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: L’ultimo califfato

Pagina 2: Genealogia dell’Organizzazione

Pagina 3: Ideologia e incongruenze del Califfato


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Nato a Bologna nel 1990, è laureato in Storia e in Scienze Orientali. Attualmente segue un Master in Middle Eastern Studies (MIMES) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si interessa principalmente di storia contemporanea e delle relazioni internazionali del Medio Oriente.

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