2021-2022: un “biennio europeo”?
- 17 Marzo 2021

2021-2022: un “biennio europeo”?

Scritto da Alfredo Marini

3 minuti di lettura

Nel corso della storia è già capitato di assistere alla eccezionale concentrazione di numerosi eventi di rara complessità in cornici temporali particolarmente ristrette.

Oggi l’Unione Europea entra in una di quelle congiunture storiche dirimenti capaci, da sole, di determinare gli indirizzi e le direttrici di sviluppo che caratterizzeranno i decenni successivi. In questi momenti singolari si palesa la cogente necessità, tanto nella società quanto nelle istituzioni, di governare gli eventi con intelligenza, competenza e lungimiranza. Dunque, si apre il cosiddetto biennio europeo, una circostanza che, come tutti gli sfidanti momenti storici di transizione, sarà determinante per la nostra quotidianità e il nostro futuro.

In 24 mesi si susseguiranno numerosi appuntamenti di rilievo in grado di rappresentare grandi opportunità se utilizzati per il rilancio economico, sociale e politico del “Vecchio Continente”. Per un gioco di casualità tra il 2021 e il 2022 si concentrano numerosi “nuovi inizi”, centrali sia per il futuro dell’Unione che per l’assetto degli equilibri internazionali.

Dunque, partiamo innanzitutto dagli appuntamenti che attendono l’Unione. Parte la programmazione europea più importante di sempre: con un budget di 1.074 miliardi di euro prende vita la programmazione 2021-2027. Contemporaneamente assisteremo all’attivazione dell’oramai famoso Next Generation UE, circa 750 miliardi di euro per il rilancio dell’economia pesantemente colpita dalla crisi sanitaria; di queste risorse una parte rilevante sarà impegnata già tra il 2021 e il 2022. È anche il momento di avvio di una delle azioni più incisive ideate dalle istituzioni UE nel periodo pre-pandemico, il riferimento è al Green New Deal Europeo con cui ci si pone l’obiettivo di un’economia carbon neutral entro il 2050. Chiude la cornice il tanto atteso inizio della Conferenza sul Futuro dell’Europa con cui, entro il 2022, si proverà a riattivare una doverosa riflessione sul processo di integrazione europea. A questi appena citati si aggiungono eventi in cui l’Unione sta già giocando un ruolo molto importante come la gestione della campagna di approvvigionamento dei vaccini, la ratifica e implementazione degli accordi con il fuoriuscito Regno Unito e la strategica partita del 5G.

Il biennio europeo vedrà anche la presenza di appuntamenti elettorali che potrebbero modificare radicalmente il consueto panel di player politici europei. Le elezioni politiche tedesche del settembre 2021, le elezioni presidenziali francesi di aprile e maggio 2022 e le elezioni che determineranno il successore di Sergio Mattarella al Quirinale. Il nodo più grande riguarderà il “dopo Merkel” mentre il Presidente Macron dovrà lottare per il suo secondo mandato dopo aver orientato il proprio impegno all’autonomia strategica europea. Quale sarà il futuro del perno franco-tedesco e quali le ripercussioni sul futuro dell’Unione? A ciò si somma un’ulteriore incognita rappresentata dal possibile cambio al Quirinale che, grazie a Sergio Mattarella, si è speso per un’Italia fortemente proiettata sull’orizzonte europeo.

Gli appuntamenti di rilevanza globale non si faranno attendere. Ad ottobre 2021 l’Italia sarà protagonista del G20 in qualità di Presidente, un’occasione importante per una discussione ampia sulle moltissime sfide globali che stiamo vivendo, lotta alla pandemia in primis. Sempre nel 2021 ci attendono il Global Health Summit, che vedrà nuovamente l’Italia al centro in quanto sarà Roma la città ospitante e la COP 26 di Glasgow. I tre appuntamenti appena richiamati saranno anche il primo test della neoamministrazione Biden che si pone agli antipodi rispetto a quella Trump.

Sono molte le iniziative e i progetti messi in campo dai soggetti più diversi, consapevoli dell’importanza storica eccezionale del periodo che stiamo vivendo. In questo quadro l’Associazione Erasmo si è attivata con il lancio del progetto “Biennio Europeo 2021-2022”, in collaborazione con altri partner di prestigio quali Linkiesta, Spinelli Group, Italiacamp, Cultura Italiae, Re-Generation (Y)outh Think Tank, Comunità di Connessioni, Garage Erasmus, Fondazione Antonio Megalizzi, tutti protagonisti di primo rilievo nei rispettivi ambiti, e con il sostegno di A2A.

Erasmo propone una concreta riflessione che ponga al centro i cambiamenti che l’Europa vivrà nei prossimi 24 mesi con l’obiettivo di offrirne una analisi omogenea ed una lettura utile in prospettiva generazionale.

L’Associazione punta, dunque, a offrire proposte di lungo respiro tanto ai decisori pubblici quanto alle realtà associative impegnate sulle medesime materie. Verranno sviluppati incontri tematici, pubblicazioni specifiche ed un rapporto conclusivo pensati sia per approfondimenti settoriali che per lo sviluppo di riflessioni e valutazioni utili alla stesura delle nuove politiche. “Biennio Europeo 21-22” si propone perciò come spazio di elaborazione di contenuti per policy maker, governmental entity e associazioni di rappresentanza.

Le attività proposte dall’Associazione Erasmo e dai suoi partner sono innanzitutto finalizzate alla valorizzazione di una nuova generazione di ricercatori, analisti, progettisti e professionisti a cui verrà offerta l’opportunità di lavorare con alcune tra le più autorevoli figure provenienti da istituzioni, imprese e mondo del giornalismo.

Secondo Giacomo D’Arrigo, Presidente dell’Associazione Erasmo, il progetto è un’opportunità per cogliere la complessità generale del momento che stiamo vivendo partendo dalla consapevolezza che, per affrontare tutti gli appuntamenti citati, sia necessario un approccio ampio e coordinato anziché settoriale.

I due anni che ci attendono potrebbero rappresentare una grande occasione di crescita e sviluppo se si avrà la capacità di conferire centralità al ruolo dell’Unione e dei giovani nell’ideazione delle prossime politiche pubbliche. Il progetto pensato dall’Associazione Erasmo si pone consapevolmente su questo solco.

Scritto da
Alfredo Marini

Studente di giurisprudenza, indirizzo in diritto amministrativo, presso l’università Luiss “Guido Carli” di Roma. Nel 2019 consegue il patentino di giornalista pubblicista, ha lavorato a Bruxelles presso la Presidenza del Parlamento europeo. Studioso di tematiche riguardanti l’Unione Europea. Grande appassionato di storia, relazioni internazionali, comunicazione e innovazione tecnologica.

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