“Fare lo Stato per fare gli italiani” di Guido Melis

“Fare lo Stato per fare gli italiani” di Guido Melis

Recensione a: Guido Melis, Fare lo Stato per fare gli italiani. Ricerche di storia delle istituzioni dell’Italia unita, il Mulino, Bologna 2015, pp. 312, 24 euro (scheda libro)


Da molti decenni uno dei principali e mai seriamente affrontati argomenti di discussione (e di speculazione) politica è la riforma dello Stato e della Pubblica Amministrazione. Per capire la ragione di tali palesate e mai completamente risolte necessità occorre, però, porsi una domanda preliminare.

Qual è stato il ruolo delle istituzioni pubbliche, e soprattutto, per l’appunto, dell’apparato amministrativo, nella costruzione dell’Italia unita? Se Manzoni mise mano al suo Fermo e Lucia e si prodigò nella redazione della versione definitiva dei Promessi Sposi per costruire, definire e consegnare ai posteri quella lingua nazionale che ancora mancava in un Paese imprigionato nei limiti dialettali, cosa hanno fatto le neonate amministrazioni e istituzioni del Regno per dare slancio al nuovo sistema-Paese? E quale, in seconda battuta, è stato il peso che tale apparato ha avuto nelle successive fasi della storia del Paese?

Per fornire una risposta a tali non semplici e cruciali interrogativi, Guido Melis ha pubblicato nel 2015 il volume Fare lo Stato per fare gli Italiani. Ricerche di storia delle istituzioni dell’Italia unita. Proseguendo la sua peculiare e originale ricerca storiografica iniziata nel lontano 1996 con la fondamentale opera Storia dell’amministrazione italiana, il professor Melis, ordinario di Storia delle istituzioni politiche e di Storia dell’amministrazione pubblica presso l’Università di Roma “La Sapienza”, raccoglie nel volume in commento una serie di saggi che riprendono e sviluppano temi già largamente trattati in tale oramai risalente pubblicazione.

L’intuizione che guida l’Autore sta nell’approfondire e nello spiegare con straordinaria capacità espositiva un aspetto della storia d’Italia mai adeguatamente indagato fino all’avvio delle sue pubblicazioni. Se, infatti, da sempre abbondano i contributi sulla storia degli eventi, delle idee e finanche della legislazione, quello della nascita e dello sviluppo (colposamente lento e quindi tardivo) dell’apparato istituzionale e amministrativo italiano è stato un elemento tanto importante quanto poco conosciuto della nostra storia nazionale. Per quanto, come detto, elemento di stringente attualità.

Pur constando di una raccolta di diversi saggi brevi, il volume mantiene una sua sapiente omogeneità e risulta strutturato sulla base della consueta tripartizione della recente storia italiana: dapprima gli anni dell’unità d’Italia e poi della destra e sinistra storica fino al giolittisimo, successivamente le influenze delle riforme del ventennio fascista e, infine, il nuovo stato costituzionale repubblicano.

Continua a leggere – Pagina seguente


Indice dell’articolo

Pagina corrente: Stato e amministrazione

Pagina 2: La nascita dell’amministrazione nell’Italia unita

Pagina 3Quanto è stato fascista lo Stato fascista?

Pagina 4: Melis su democrazia e burocrazia


Crediti immagine: Palazzo di Giustizia di Roma – sede della Corte suprema di cassazione, Mstyslav Chernov, attraverso wikimedia.com


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora? Tutte le informazioni qui

Nato a Roma nel 1988, dopo la laurea in giurisprudenza ha esercitato per tre anni la professione di avvocato. Oggi è funzionario pubblico. Mantiene vivi la passione e l'interesse per la politica, il diritto amministrativo, l'attualità e la teoria dello Stato che cerca sempre di analizzare, ove possibile, alla luce della sua formazione giuridica. Collabora con Youtrend, per cui ha contribuito alla stesura del volume "Una nuova Italia. Dalla comunicazione ai risultati, un'analisi delle elezioni".

Comments are closed.