Proporzionale e Mitbestimmung: alcune note sulla democrazia tedesca
- 31 Maggio 2017

Proporzionale e Mitbestimmung: alcune note sulla democrazia tedesca

Scritto da Lorenzo Cattani

12 minuti di lettura

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L’equilibrio “renano”

Gli elementi sopra descritti fanno risaltare le grandi similitudini del sistema politico con quello imprenditoriale e di relazioni industriali. La frammentazione sociale trova sintesi in un sistema dove viene riconosciuto un potere di voice a molti attori, senza però condurre tale frammentazione verso l’instabilità. La proprietà concentrata viene sfruttata come metodo per garantire un buon bilanciamento fra le parti sociali all’interno delle imprese, mentre al governo, pur con elementi correttivi volti a garantire la governabilità, importanti vincoli all’azione dell’esecutivo permettono la preservazione delle istituzioni di coordinamento del regime di produzione. A questo si aggiunge anche un ulteriore elemento, legato alla composizione sociale dei principali partiti di governo. SPD e CDU-CSU, in quanto Volksparteien, includono al loro interno quasi tutte le classi sociali[5], cosa che impedisce a questi soggetti di prendere decisioni troppo radicali che potrebbero mettere in pericolo l’esistenza di tali istituzioni di coordinamento. Non è infatti un caso se il tentativo di attaccare il lavoro organizzato da parte del governo di Helmuth Kohl negli anni ’80 fu stoppato proprio dal partito del cancelliere, la CDU-CSU, che al suo interno aveva incorporato diversi comitati sociali vicini al mondo sindacale, che non gradivano una simile politica. Ecco perché la legge elettorale funziona così bene: perché rappresenta il paese nella sua interezza, sia dal lato politico che da quello produttivo.

Lo scopo di questo articolo non è assolutamente quello di inserirsi nell’attuale dibattito italiano sulla legge elettorale. È invece quello di far capire che quando si discute di un tema così importante come quello della legge elettorale, non bisogna vederla come una semplice regola che disciplina l’elezione del parlamento, ma va pensata come uno strumento che rientra in un gioco di equilibri e meccanismi di “incastro” fra tutte le istituzioni di una nazione, trasversalmente ad ogni ambito della vita organizzata: partendo da quella politica, arrivando a quella economico-sociale. Quando si prendono in esame argomenti simili, bisogna infatti capire che scelte avventate potrebbero avere effetti importanti in moltissimi campi. La politica non è un mondo a sé stante, separato dalla vita delle imprese e degli individui, ma rappresenta invece uno strumento con cui dare stabilità a questi mondi e, pertanto, le regole della politica sono importanti anche per quelle delle relazioni industriali, del governo d’impresa e di tanti altri campi. La lezione tedesca, per quanto nel corso degli ultimi anni siano state fatte scelte fortemente discutibili i cui effetti dobbiamo ancora vedere, fa capire che una simile scelta deve essere ben calibrata su tutto lo spettro della vita organizzata.


Bibliografia

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[1] La presenza di tali istituzioni è stata formalizzata con diverse leggi a partire dal 1848. Senza presentare una cronistoria al riguardo, quello che si può dire è che la rappresentanza dei lavoratori è stata oggetto di un’importante azione legislativa.

[2] Che può essere interno all’azienda, coinvolgendone le sue componenti fondamentali, o può essere esterno coinvolgendo l’ambiente in cui l’azienda opera.

[3] In precedenza erano riusciti ad entrare nel Bundestag con solo un parlamentare.

[4] Di più difficile interpretazione è l’esito delle elezioni del 2013, dove la FDP non è entrata in parlamento e la CDU-CSU ha preso quasi il 50% dei voti. Motivo per cui sarà molto interessante vedere quale sarà l’esito delle prossime politiche di settembre.

[5] Per la SPD non è sempre stato così, ma ad oggi può essere classificato a tutti gli effetti come Vokspartei.


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Scritto da
Lorenzo Cattani

Laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna con una tesi su "Globalizzazione e varietà di capitalismo: processi di specializzazione istituzionale in Regno Unito e Germania". Attualmente è dottorando in Sociologia e Ricerca Sociale presso la stessa università. Ha frequentato un Master in Human Resources and Organization presso la Bologna Business School.

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