“La Sicilia e gli anni Cinquanta. Il decennio dell’autonomia” di Andrea Miccichè

“La Sicilia e gli anni Cinquanta. Il decennio dell'autonomia” di Andrea Miccichè

Recensione a: Andrea Miccichè, La Sicilia e gli anni Cinquanta. Il decennio dell’autonomia, Franco Angeli, Milano 2017, pp. 262, 34 euro (scheda libro).


Le istanze separatiste in Sicilia affondano le loro radici nelle rivolte che fin dal medioevo hanno lacerato l’isola. E proprio questi moti, diversi per cause, obiettivi e rivendicazioni, hanno costituito il riferimento obbligato per la costruzione di una memoria che ha rappresentato nei secoli il riferimento immaginario per i movimenti che hanno issato la bandiera del separatismo.

Anche dopo la caduta del fascismo, in un momento particolarmente delicato, con la Sicilia a rappresentare il primo fronte di guerra europeo, le pulsioni indipendentiste si fecero sentire e individuarono nei Savoia e in Mussolini i “nemici” del popolo siciliano. In questa fase, l’assenza di alternative concrete alla situazione vigente favorì il coagulo di un vasto consenso intorno al movimento indipendentista.

In un primo momento il separatismo non incontrò particolari contrasti e riuscì a consolidare il sostegno presso il popolo e ad avanzare concrete istanze rivendicative. Le cose cambiarono nel febbraio 1944, quando le aspirazioni del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia (MIS) dovettero fare i conti con la nuova amministrazione italiana. Iniziò una nuova fase di tensioni che provocò il radicalizzarsi delle posizioni indipendentiste. Nacquero l’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS), la Gioventù Rivoluzionaria per l’Indipendenza della Sicilia (GRIS) e sempre più si fece sentire la presenza e l’azione delle famiglie mafiose. Una serie successiva di operazioni militari, tra Gennaio e Aprile 1946, ridimensionarono di molto le possibilità di questo variegato fronte, parallelamente vennero avviate trattative segrete tra i separatisti e lo Stato che condussero alla concessione dell’autonomia. Il movimento per essere riconosciuto dovette accettare il compromesso dell’autonomia e rinunciare alle pretese separatiste.

Questo percorso, accidentato ma in un certo senso riuscito attraverso l’ottenimento dello Statuto, attirò l’attenzione di altri movimenti che lottavano per l’indipendenza, come quello basco che, nell’estate del 1955, attraverso «Eusko Deia», uno degli organi di stampa più rappresentativi, dedicava proprio all’esperienza siciliana un lungo reportage. Del tema, ma anche delle peculiarità dei diversi regionalismi, si è a lungo occupato Andrea Miccichè, ricercatore in Storia Contemporanea presso l’Università “Kore” di Enna, autore di La Sicilia e gli anni Cinquanta. Il decennio dell’autonomia [Franco Angeli], un lavoro che indaga un momento fondamentale della storia italiana (e siciliana) della dialettica centro-periferia.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La Sicilia e le origini dell’autonomia

Pagina 2: L’autonomia come modello politico di sviluppo e integrazione

Pagina 3: La parabola autonomista in Sicilia


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Siciliano, nato nel 1979. Ricercatore e docente di storia e filosofia nei licei. È Phd candidate in Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell'Università di Messina. È membro della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (Sissco), dell'Istituto di Studi Storici Salvemini di Messina, dell'Istituto di Studi avanzati in psicoanalisi (ISAP), dell'Associazione amici di "Passato e presente" (APEP). Scrive per riviste cartacee e giornali online e oltre a diversi articoli di storia, filosofia e psicoanalisi è autore di: "Senso e godimento. La follisofia di Jacques Lacan" [Galaad ed.]. Collabora con l'Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo e svolge attività di ricerca presso il Centro Studi in Psichiatra e Scienze umane della Provincia di Cuneo.

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