La SPD ai tempi di Martin Schulz

Martin Schulz

La candidatura di Martin Schulz (eletto a presidente del partito con il 100% delle preferenze) alle elezioni federali di questo settembre ha rimescolato le carte in gioco. Nonostante alcuni segnali positivi registrati nei sondaggi di questo inverno, in cui la SPD raggiunse il 30% e Schulz veniva dato in vantaggio di 11 punti su Angela Merkel, negli ultimi mesi Schulz e il suo partito hanno dovuto affrontare una serie di sconfitte importanti a livello locale. Una su tutte quella che ha visto la CDU trionfare in Nordrhein-Westfalen, il Land in cui Schulz è stato sindaco e storicamente roccaforte socialdemocratica. Nonostante ciò, i sondaggi di maggio rilevano che, seppur in calo, l’SPD si attesta a livelli superiori rispetto a quanto registrato prima dell’elezione di Schulz (nello specifico 5-6 punti in più rispetto a prima). Questa situazione è molto particolare e merita di essere indagata ulteriormente. Nonostante la SPD debba discutere e approvare il suo programma elettorale completo in occasione del congresso del 25 giugno è già possibile commentare questi risultati alla luce della più importante novità che Schulz ha introdotto: smontare l’Agenda 2010.

Continua a leggere – Pagina seguente


Indice dell’articolo

Pagina corrente: Introduzione

Pagina 2: Una carriera partita dal basso

Pagina 3: Rivedere l’agenda 2010: un passo importante ma non sufficiente


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

E' laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna con una tesi su "Globalizzazione e varietà di capitalismo: processi di specializzazione istituzionale in Regno Unito e Germania". E' ricercatore tirocinante presso l'Osservatorio della Legalità gestito da Comune di Forlì e Università di Bologna.

Comments are closed.