Gianluca Ansalone prova a leggere la profonda tensione verso gli estremi che segna alcuni aspetti del nostro presente.
Eva Dou racconta la storia di una impresa, un modello di capitalismo e le sfide geopolitiche, commerciali e tecnologiche di questa epoca.
Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello affrontano la storia delle istituzioni repubblicane italiane.
Una lettura della figura di Natalino Irti, uno dei più importanti giuristi e intellettuali italiani.
“La confisca del mondo” offre una ricostruzione storica di quello che Arnaud Orain ha battezzato “il capitalismo della finitudine”.
Andrea Venanzoni delinea le caratteristiche della destra americana, una galassia composita dove agiscono una pluralità di visioni eterogenee.
Leonella Gori e Alessandro Sannini riflettono sul ruolo globale della space economy e su come sostenere l’industria aerospaziale in Italia.
In “Guerre spaziali” Valentina Chabert affronta il tema dei conflitti strategici e della competizione per le risorse nella new space economy.
Paolo Passaglia riunisce i tasselli di un legame trascurato, invitando a cogliere la complessità dell’intreccio tra diritto e geopolitica.
Mary Thompson-Jones, esperta di geopolitica e strategia militare, racconta la sfida per la conquista dell’Artico e il nuovo dominio mondiale.
In “Geopolitica costituzionale” Renato Ibrido prova a mettere in luce il sostrato geopolitico dei testi costituzionali.
In “I confini più pericolosi del mondo” Andrea Muratore affronta i territori contesi e le frontiere più calde di un mondo in fiamme.
Con “Sguardi nel sottosuolo” Natalino Irti ci riporta all’intima natura del diritto, e dunque della realtà che ci circonda.
Castellani offre una ricostruzione complessiva del ruolo di Beneduce, andando oltre alla dimensione economico-amministrativa del suo operato.
Un estratto del libro “Linee invisibili. Geografie del potere tra confini e mercati” (Egea 2025) del giurista Luca Picotti.
Luca Picotti riflette sui nuovi volti che il capitalismo americano sta assumendo sotto la presidenza del secondo Donald Trump.