Arnaud Miranda ricostruisce le origini del pensiero neoreazionario, ripercorrendone il percorso storico e intellettuale.
Antonio Nicita riflette su libertà d’espressione, politicizzazione dell’odio, sfera pubblica, intolleranza e democrazia.
La mostra “Postcolonial?” a Bruxelles interroga il modo in cui l’Europa costruisce la propria memoria.
Una rilettura de “La ginestra” di Leopardi dal punto di vista dell’urbanistica e della crisi ecologica contemporanea.
L’antropologa Letizia Bindi affronta categorie, nodi e retoriche che connotano il dibattito sulla rigenerazione delle aree fragili.
Simonetta Armondi legge i processi di urbanizzazione attraverso due infrastrutture del capitalismo globale: poli logistici e data center.
Tra Bell Labs, Albuquerque ed Helsinki: la più discreta delle egemonie. Il secondo di una serie di contributi dedicati alle “strettoie” tecnologiche.
Barbara Carnevali riflette sul paradigma dell’estetica sociale, spaziando dall’architettura alla moda, dalla letteratura alle teorie del riconoscimento.
Una riflessione sull’Odissea di Nolan e sul rapporto dei contemporanei con l’antico, l’epico e il mitico.
Gerardo Canfora riflette su sistemi automatici, decisioni algoritmiche e nuove forme di potere invisibile.
Enrico Maestri riflette, dalla prospettiva del diritto, sul dibattito che coinvolge la natura dell’IA.
Michele Cento ricostruisce le dinamiche della guerra fredda culturale e le radici storiche del neoconservatorismo.
Luciano Canfora analizza il fermento intellettuale, sociale e politico che ha portato alle “due nascite” del comunismo.
Roberto Battiston ripercorre la storia del nostro rapporto con l’energia per riflettere su alcune delle questioni più pressanti del presente.
Francesco D’Angelo propone una sintesi della storia medievale scandinava, svincolata dall’immagine di appendice “esotica” di un Medioevo continentale
Silvano Cacciari prova a ricostruire le mutazioni del rapporto tra guerra e politica, categorie fondamentali del moderno.