Gianluca Ansalone prova a leggere la profonda tensione verso gli estremi che segna alcuni aspetti del nostro presente.
Un libro-inchiesta di Tonia Mastrobuoni che ci guida nel cuore della democrazia tedesca alle prese con l’ascesa dell’estrema destra.
Vittorio Emanuele Parsi riflette sulla crisi dell’ordine internazionale e sul futuro delle democrazie europee.
Un estratto dal libro “Il futuro dell’Europa. Democrazia e partecipazione democratica nella governance dell’Unione Europea” di Letizia Salvo.
Un estratto del libro “La partita del potere. Come lo sport è diventato un’arma nelle mani dei leader autoritari” (Egea) di Moris Gasparri.
Con “Crescere, la guerra” Francesca Mannocchi ci mostra come l’arte abbia il potere di risvegliare la nostra comune umanità.
Nathalie Tocci riflette sulla fine dell’ordine liberale internazionale e sulle possibilità dell’emergere di un nuovo ordine.
Luca Steinmann spinge a confrontarsi con il lato più esistenziale e psicologico della guerra: radicamento, sopraffazione, paura e speranza.
Manlio Graziano analizza i disordini di un mondo che procede verso il caos e le condizioni per la nascita di un nuovo assetto internazionale.
Francesco Chiodelli riflette sull’urbanizzazione della guerra contemporanea e sul confine tra dimensione civile e militare.
La guerra, da vicino: Paolo Giordano raccoglie le voci dei giornalisti che hanno seguito i conflitti del presente e le loro conseguenze.
Simone Pieranni ricostruisce il rapporto tra Cina e Stati Uniti: una relazione in cui si è giocata una parte decisiva della modernità cinese.
Dan Wang analizza la competizione geopolitica tra Cina e Stati Uniti e tra i rispettivi modelli di “Engineering State” e “Lawyerly Society”.
Neve Gordon e Nicola Perugini ci presentano la prima storia degli scudi umani mai scritta, un tema onnipresente nelle guerre contemporanee.
Didier Fassin riflette, a partire dal suo libro “Una strana disfatta”, sulle radici di quanto è accaduto a Gaza e sull’inazione occidentale.
Cinzia Bianco e Matteo Legrenzi ricostruiscono l’ascesa delle monarchie del Golfo ad attori chiave nei delicati equilibri globali.