Luciano Canfora analizza il fermento intellettuale, sociale e politico che ha portato alle “due nascite” del comunismo.
Brian Merchant ripercorre la storia del luddismo per raccontare le origini della ribellione contro la tecnologia al servizio del capitalismo.
In “Il fascismo e noi” (Einaudi 2025) Roberto Esposito propone una approfondita interpretazione filosofica del fascismo.
Valentina Tanni interroga il nostro rapporto con la tecnologia, mostrando come l’uso improprio delle macchine ne riveli la contingenza.
Davide Piacenza scandaglia il mondo della cultura italiana attraverso un punto di vista spesso trascurato: quello della classe sociale.
Giulia Rispoli ricostruisce le genealogie che hanno plasmato una delle idee più controverse del nostro tempo: quella di Antropocene.
Kōhei Saitō in “Il capitale nell’Antropocene” riflette su come sopravvivere ai mutamenti che l’umanità e il pianeta stanno affrontando.
Roberto Esposito si interroga in maniera radicale sulla nostra identità e sulla lotta come forma ineluttabile della vita.
A cento anni dalla morte di Lenin, Guido Carpi ricostruisce il pensiero, l’azione e la visione strategica del “rivoluzionario assoluto”.
Prisca Amoroso propone riflessioni che da Merleau-Ponty toccano vasti campi della cultura antropologica, biologica, semiotica e filosofica occidentale.
Giulio Azzolini analizza l'opera di Arrighi cogliendone i punti salienti e gli elementi di contatto con altri autori e correnti di pensiero.
Marina Forti con "Malaterra" racconta la storia dei luoghi più inquinati del Paese, delle bonifiche mancate e del drammatico scontro tra lavoro e salute.
"La Grande accelerazione" indaga cause e conseguenze del terremoto ecologico che stiamo vivendo, evidenziandone gli aspetti chiave.
La teoria dell’alienazione occupa un posto di rilievo nell’opera di Marx come contributo significativo alla critica della società borghese.
Utopia e profezia sono elementi fondanti dell'Occidente e della sua politica: P. Prodi e M. Cacciari ne parlano in “Occidente senza utopie”.
La straordinaria ascesa economica cinese consente a Giovanni Arrighi di rileggere Adam Smith in maniera radicalmente diversa.