Per Carlo Greppi la storia, quella autentica, deve essere etica, universale, autocritica, reattiva e partigiana. Perché solo così ci salverà.
Secondo Banti in una «democrazia dei followers» dominano «opinioni pubbliche fragili, incapaci di formulare autonomamente un pensiero critico»
“L’onda perfetta” di Marco Magnani mostra quanto sia dirompente la forza del cambiamento, nonché quanto sia necessario gestirlo.
Intervista a Enrico Gibellieri, ultimo presidente del Comitato Consultivo della CECA, che affronta le prospettive dell’industria dell’acciaio.
Un’analisi dei risvolti politici e strategici della gestione della pandemia di Covid-19 da parte del Presidente turco Erdoğan.
L’intervento di Valdo Spini alla tavola rotonda su “l’Eredità di Nilde Iotti” promossa in occasione del centenario della nascita.
Il 20 gennaio Joseph Robinette Biden Jr. poggerà la mano destra su una copia della Bibbia e giurerà di proteggere la Costituzione.
“La Russia di Putin” di Mara Morini approfondisce le dinamiche interne di un attore primario nello scenario geopolitico contemporaneo.
“Generalisti” mette in discussione la specializzazione ristretta e precoce, spesso presentata come ricetta per il successo in svariati campi.
Giorgio Barberis ragiona, a partire dalle origini della tradizione liberale, sulla crisi dell’ordine mondiale e le nuove sfide globali.
Per comprendere il futuro rapporto tra il Regno Unito e l’Unione Europea dopo Brexit, non si può dimenticare il ruolo giocato da Washington.
In “Roma come se” Walter Tocci affronta la nuova “questione romana” a partire dai problemi della lunga durata, del passato e del futuro.
Alberto Bortolotti racconta il “Modello Milano”, mostrandone la stratificazione e la relazione tra questioni locali e fenomeni globali.
L’ultimo libro di Massimo Faggioli ruota intorno all’intuizione che quello attuale sia un papato di soglia: storica, geografica, teologica.
Questa intervista ad Alessandro Botto affronta l’importanza rivestita dalla contrattualistica pubblica all’interno dell’ordinamento italiano.
I classici per Ivano Dionigi sono gli “scarponi chiodati” per avanzare liberi dalle catene del presente seguendo il proprio demone.