Nicholas Agar propone una riflessione sul lavoro del futuro e per vincere la sfida di restare artefici del nostro destino nell’era digitale.
Che ruolo giocano l’imprenditorialità sociale e le imprese di comunità nelle politiche di rigenerazione urbana e nei processi di creazione del valore?
Una operazione di critica filosofica del neoliberalismo, “rischiando il terreno dell’avversario”, per pensare elementi di un rinnovato socialismo.
Alessandro Barbero affronta temi fondamentali riguardanti la Resistenza in questo testo nato in occasione della festa del 25 aprile.
La drammatica emergenza economica ci spinge a ripercorrere le evoluzioni dell’assicurazione contro la disoccupazione e a riflettere su come migliorarla.
Franco Cardini propone un itinerario in Andalusia: uno spazio geografico, storico e mitico, cuore di molte culture, tra occidente e oriente.
Una lettura del ‘900 come secolo che vede l’esaurimento delle grandi ideologie e la ricerca di nuovi “padri”: un lungo “secolo di Edipo”.
La pubblicazione di “Un anno e mezzo di dominazione fascista” segna una tappa decisiva per gli studi su Giacomo Matteotti.
Paolo Venturi analizza come nel “post coronavirus” economia e welfare devono essere ricomposti, attraverso politiche e strategie di neo-mutualismo.
Il recupero del consenso popolare e la ricostruzione di una democrazia partecipata passano per la contesa riguardo all’ammissibilità dello sfruttamento.
La risposta delle politiche del lavoro ai nuovi rischi sociali non può concentrarsi solo sulla disoccupazione ma deve mirare anche alla qualità del lavoro.
Il coronavirus non ha ridotto le disuguaglianze, come sostiene ingenuamente qualche osservatore; al contrario, le ha acuite.
La crisi della democrazia può essere considerata una crisi del principio di uguaglianza e, in particolar modo, una crisi dell’uguaglianza sostanziale
La campana suona ancora, e suonerà finché socialisti e liberali non si approprieranno, di nuovo, delle leve che la vulgata neoliberista ha bloccato.
Il ruolo di un immaginario attorno a un nuovo ordine sociale e ambientale per una transizione verso un socialismo ecologico.
L’articolo ripercorre la nascita del quartiere Tuscolano che fu tra i più vasti insediamenti realizzati dall’INA-Casa in Italia e il più ampio a Roma.