Antonio Punzi tratta del ruolo dei grandi soggetti privati e del loro rapporto con il potere pubblico e con l’esercizio della libertà.
Daniela Falcioni delinea le caratteristiche e i limiti del concetto di “Occidente” approfondendo la sua genealogia complessa e stratificata.
Daniele Albertazzi riflette sugli approcci allo studio del fenomeno populista e sulle prospettive di tali forze alla prova del governo.
Lorenzo Castellani affronta i modi in cui il conservatorismo ha pensato i concetti di individuo e di libertà.
Gabriele Giacomini discute il complesso rapporto tra tecnologie e libertà e le forme di resistenza ai poteri autoritari nell’era digitale.
Vittorio Emanuele Parsi affronta le implicazioni del ritorno della guerra sul rapporto tra democrazie e autocrazie.
Simone Pieranni approfondisce il modo in cui nella cultura cinese siano o meno concepibili idee come libertà, individuo e dissenso.
Paola Rivetti ripercorre la nascita, i punti di forza e di debolezza, gli elementi distintivi e le voci protagoniste delle proteste in Iran.
Lorenzo Trapassi ragiona sulle prospettive di un Paese, la Germania, che con l’idea di libertà intrattiene un rapporto a tratti paradossale.
La storia di “Civiltà della Macchine”, esperienza editoriale di grande significato per la cultura, industriale e non solo, italiana.
Da area di cooperazione internazionale lo spazio si sta trasformando in un dominio di rivendicazioni economiche, politiche e strategiche.
Una lettura del rapporto tra le riflessioni di de Martino e Camus: due strade, originali e radicali, verso una nuova antropologia.
Roberto Esposito riflette, tra biologica e politica, sul rapporto complesso tra comunità e immunità e ne ricostruisce gli snodi decisivi.
Givone ricostruisce la fase aurorale della filosofia e la centralità nella cultura occidentale primi pensatori greci, presocratici e sofisti.
Gabriele Giacomini e Alex Buriani delineano la storia, vista dagli italiani, delle piattaforme digitali e del loro rapporto con la democrazia.
Christopher Clark affronta i differenti modi in cui nella storia tedesca la coscienza temporale è stata filtrata e “incurvata” dal potere.