L’architettura ostile della città neoliberista è il riflesso di una visione securitaria che orienta le politiche pubbliche adottate su scala locale.
Marco Omizzolo con “Sotto padrone” compie un lavoro che è di ricerca sociologica, di inchiesta antimafia e di battaglia sociale allo stesso tempo.
Un’analisi - a cura di assembraMenti, movimento per la parità intergenerazionale - dell’impatto della pandemia sugli under 35 italiani.
Il rapporto EURICSE “Imprese di comunità e beni comuni, un fenomeno in evoluzione” analizza la rilevanza le potenzialità delle imprese di comunità.
“La scommessa cattolica” di Giaccardi e Magatti fornisce uno spaccato della società, della sua tensione tecnico-spirituale e delle sue contraddizioni.
Che rapporto è emerso tra il diritto e l’epidemia? Come è affrontata e regolata l’emergenza nello Stato costituzionale di diritto?
Intervista a Marco Zappalorto, CEO di Nesta Italia, sul tema dell’innovazione sociale per pensare nuove soluzioni ai problemi che stanno emergendo.
Lucien Febvre invita a far comprendere che l’evento storico coincide con un tempo fluido, lento, ed è la somma di eventi in rapporto tra loro.
La riscoperta del ruolo della politica, della storia e della forma consuetudinaria, per riconsiderare la dimensione essenziale della sfera del diritto.
Nel dibattito sugli assetti del nostro Paese in tempo di COVID, è evidente l’assenza di una considerazione piena e ben informata del ruolo dei territori.
I risultati di un sondaggio sull’impatto - e sulle ricadute politiche - del Covid-19 e della quarantena sul tessuto sociale del nostro Paese.
Che ruolo giocano l’imprenditorialità sociale e le imprese di comunità nelle politiche di rigenerazione urbana e nei processi di creazione del valore?
Una lettura del ‘900 come secolo che vede l’esaurimento delle grandi ideologie e la ricerca di nuovi “padri”: un lungo “secolo di Edipo”.
Paolo Venturi analizza come nel “post coronavirus” economia e welfare devono essere ricomposti, attraverso politiche e strategie di neo-mutualismo.
Un’analisi della teoria pedagogica di Paulo Freire attraverso la lettura della sua opera principale: “La pedagogia degli oppressi”.
Nel rapporto tra Oriente e Occidente la distanza non è stata una costante e sarà proprio rispetto alle distanze che si costruiranno le sfide del XXI secolo.