Le aree interne chiedono una attenzione che non riguarda solo le loro evidenti fragilità, ma si propongono all’intero Paese come risorsa.
Questa intervista a Giorgio Zanchini affronta l’insieme delle problematiche legate alla transizione digitale nel settore dell’informazione.
Paola Dubini affronta le problematiche dell’economia della cultura e le caratteristiche del mercato del lavoro culturale.
L’intervista a Philip Di Salvo analizza l’impatto delle tecnologie digitali sul mondo del giornalismo e il ruolo delle grandi piattaforme.
Maria Passaro ricostruisce le vicende di una generazione di artisti costretta a fuggire dall’Europa hitleriana e a cercare riparo negli Stati Uniti.
Corm tratta la questione del rapporto tra religione e laicità in Medio Oriente giungendo a parlare al cuore della nostra esperienza democratica di europei.
Continuare a fare cultura significa costruire una speranza per un domani differente, un obiettivo possibile solo attraverso dialogo e impegno collettivo.
Alessandra Smerilli affronta il ruolo della cooperazione nell’includere gli esclusi e nel conciliare le dimensioni del tempo, del lavoro e della cura.
“L’essere umano e l’economia” è attraversato da un filo comune di ricerca che ha alla base l’indagine sulla natura umana e su una “nuova antropologia”.
Il lavoro di Tortuga analizza tre questioni considerate maggiormente significative da una prospettiva giovanile: welfare, scuola e mercato del lavoro.
"Le mappe della disuguaglianza" restituiscono la complessità sociale e spaziale della capitale, mostrandone le tante sfaccettature e le disuguaglianze.
Porre i “margini” al “centro” come fa Giovanni Carrosio significa dar voce a territori che da molti anni venivano trascurati nel dibattito pubblico.
Le riflessioni scaturite dal lavoro del Forum Disuguaglianze e Diversità coordinato da Fabrizio Barca per capire come "cambiare rotta".
Aboubakar Soumahoro in “Umanità in rivolta” invita a mobilitarsi per un paradigma alternativo, fondato sulla giustizia sociale e ambientale.
Richard Sennett analizza la storia del pensiero urbanistico e propone un'analisi appassionata sul presente e sul futuro della città e della vita urbana.
Michel Houellebecq è un eccezionale cronista della decadenza proprio perché ad essa non riesce a contrapporre valide alternative.