A partire da una riflessione sulla figura di Aldo Moro, Marco Damilano e Silvio Pons indagano alcune questioni centrali della storia italiana.
Una riflessione, a partire dalla categoria di totalitarismo sui modelli ideali che si sono imposti come egemoni sul piano della vulgata storiografica.
Pinto con “La guerra per il Mezzogiorno” spinge a fare i conti con l’essere italiani: un’identità ricercata con forza dai nostri antenati.
Storia e memoria sono parole universali; la prospettiva ebraica di Yerushalmi rappresenta però una via di approfondirne la problematicità.
Bonazzi rilegge e problematizza la rivoluzione americana, l'evento con si apre la nostra modernità politica con tutte le sue conquiste e contraddizioni.
Berta in “L’ascesa della finanza internazionale” racconta dell'élite autrice del reticolo di scambi della geografia economica della prima globalizzazione.
Benn Steil ricostruisce la storia del Piano Marshall ponendolo all’origine dell'inasprimento dei rapporti Usa-Urss e della stessa della guerra fredda.
Gli antichi, e soprattutto i Greci, pensavano ‘geopoliticamente’? Nel contesto della Guerra del Peloponneso si può parlare di geopolitica della Grecia classica?
La lunga Presidenza socialista di François Mitterrand, la più lunga per la Francia, è anche lo specchio dei limiti della sinistra nell’esercizio del potere.
A quarant’anni dalla morte, Giovanni Gronchi rimane una figura significativa del percorso repubblicano, anche per l'inedito attivismo internazionale.
Guido Melis ha raccolto in questo volume i suoi più importanti contributi sul ruolo che il sistema amministrativo ha avuto e ha nella storia del Paese.
Glauco aria Cantarella analizza la figura di Gregorio VII, un gigante della storia e personificazione stessa dell’espressione “lotta per le investiture.
Avagliano e Palmieri ricostruiscono dettagliatamente il percorso e le caratteristiche del cosiddetto «anno della svolta», il 1948, caratterizzato principalmente dal voto del 18 aprile che contribuì in maniera sostanziale a delineare gli equilibri politici di tutto il secondo dopoguerra italiano.
“La Sicilia e gli anni Cinquanta. Il decennio dell'autonomia” di Andrea Miccichè ricostruisce una stagione convulsa della storia siciliana, raccontando le trasformazioni dell’isola, le vicende politiche e le narrazioni di queste in funzione delle differenti sensibilità autonomistiche e dei loro obiettivi.
Nell’indagare i caratteri costitutivi della civiltà europea, Paolo Prodi vede nel giuramento la base del patto politico, in quanto richiamo del potere a una giustificazione metapolitica e sacrale. Nell’evoluzione del giuramento si riflette la storia stessa del sistema politico occidentale e la sua attuale crisi.
Lungo tutto il Novecento la "questione agraria" ha rappresentato uno dei temi cruciali, non solo nella pratica degli studi di storia, ma anche nel dibattito politico e culturale su scala più generale. Angelo Ventura ha dedicato una costante attenzione a questo nodo essenziale della «grande trasformazione».