Stefano Mancuso propone il modello della “fitopolis” per preparare le nostre città ad affrontare i cambiamenti climatici e ambientali.
Miguel Benasayag e Teodoro Cohen analizzano i limiti e le possibilità del dialogo all’interno della conflittualità propria dell’esistenza.
Luciano Canfora affronta la figura di Catilina, rifiutando l’interpretazione che ne diede Cicerone, e ne tratteggia un ritratto inedito.
A cento anni dalla morte di Lenin, Guido Carpi ricostruisce il pensiero, l’azione e la visione strategica del “rivoluzionario assoluto”.
Eleonora Ardemagni di ISPI approfondisce la situazione in Yemen e il suo impatto sulle dinamiche regionali e internazionali.
Maristella Cacciapaglia propone un’etnografia critica incentrata sulla voce dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza.
In “Sui generis” Michele Gerace riflette sulla forma del desiderio e il problema dell’essere umani e tecnologici.
In “Scintille” Donato Bendicenti ricostruisce l’avventura dell’energia in Europa, dalla scissione dell’atomo alla rivoluzione verde.
Gabriele Nissim, presidente di Gariwo - la foresta dei Giusti, riflette a partire dal Giorno della Memoria sulla natura dei genocidi.
Una riflessione sulla responsabilità della transizione ecologica dopo la COP28 di Dubai e sul ruolo del settore Oil&Gas.
La mostra “Calculating Empires” offre un percorso attraverso le origini storiche delle innovazioni contemporanee per una genealogia dell’IA.
In “Ordoliberalismo” Adelino Zanini riflette su costituzione e critica dei concetti di ordoliberalismo ed economia sociale di mercato.
Stefano da Empoli ripercorre la storia della rivoluzione in atto con ChatGPT e riflette sulle implicazioni economiche future.
Un’approfondita riflessione sul PIL, sui suoi difetti metodologici e sui possibili indicatori alternativi che sono stati proposti.
Un’importante edizione italiana degli scritti di Herman E. Daly, tra i fondatori dell’ecological economics.
Una lettura delle pratiche di esplorazione urbana (Urbex) in rapporto alla storia della cultura materiale e ai tanti oggetti “dimenticati”.