Avagliano e Palmieri ricostruiscono la storia degli IMI -internati militari italiani- che, dopo l’8 settembre, furono deportati dai tedeschi.
Ardeni argomenta come solo affrontando i problemi che sono all'origine della disuguaglianza, la democrazia potrà vincere la sfida populista.
Per Carlo Greppi la storia, quella autentica, deve essere etica, universale, autocritica, reattiva e partigiana. Perché solo così ci salverà.
Secondo Banti in una «democrazia dei followers» dominano «opinioni pubbliche fragili, incapaci di formulare autonomamente un pensiero critico»
“L’onda perfetta” di Marco Magnani mostra quanto sia dirompente la forza del cambiamento, nonché quanto sia necessario gestirlo.
“La Russia di Putin” di Mara Morini approfondisce le dinamiche interne di un attore primario nello scenario geopolitico contemporaneo.
“Generalisti” mette in discussione la specializzazione ristretta e precoce, spesso presentata come ricetta per il successo in svariati campi.
In “Roma come se” Walter Tocci affronta la nuova “questione romana” a partire dai problemi della lunga durata, del passato e del futuro.
Alberto Bortolotti racconta il “Modello Milano”, mostrandone la stratificazione e la relazione tra questioni locali e fenomeni globali.
L’ultimo libro di Massimo Faggioli ruota intorno all’intuizione che quello attuale sia un papato di soglia: storica, geografica, teologica.
I classici per Ivano Dionigi sono gli “scarponi chiodati” per avanzare liberi dalle catene del presente seguendo il proprio demone.
Nadia Urbinati esplora il cuore del meccanismo democratico: la scossa conflittuale tra i “pochi” e i “molti”, le élite e il popolo.
“Italia creativa” propone un’indagine delle pratiche che si sono sviluppate all’insegna di inedite forme di creazione del valore.
In “Fare umanità. I drammi dell’antropo-poiesi” Francesco Remotti indaga l’antropo-poiesi: la fabbricazione sociale degli esseri umani.
Lorenzo Castellani affronta il tema del conflitto tra il principio democratico della rappresentanza e quello tecnocratico della competenza.
Il Nilo, le rotte del Mediterraneo, le Vie della seta, la Transiberiana: Vanoli ripercorre le nostre radici attraverso le “strade perdute”.