In "Comunità" l'antropologo Marco Aime si interroga su come e quando la comunità abbia smesso di essere il nostro orizzonte sociale e psicologico.
Intervista a Michele Raitano: «Bisogna ripartire dal presupposto che le disuguaglianze si generano dai rapporti di forza, che sono profondamente diseguali».
Lo studio della religione civile americana suggerisce un modo di concepire la vita civile che ha avuto un grande peso nella costituzione della modernità.
In "Vie di fuga", con grande onestà e generosità, Adriano Favole apre anche al lettore comune il “laboratorio” dell’antropologo.
"Io ci sarò ancora" presenta una raccolta degli interventi dello storico Miguel Gotor sui 55 giorni che cambiarono la nostra Repubblica.
I saggi composti nel periodo tra il 2001 e il 2015 rappresentano il punto di arrivo della riflessione filosofica di Mario Tronti.
A partire da una riflessione sulla figura di Aldo Moro, Marco Damilano e Silvio Pons indagano alcune questioni centrali della storia italiana.
In “Dove va la Germania?” Rusconi mostra le contraddizioni e le tensioni insite nella società tedesca e analizza l'ascesa della nuova destra.
Una riflessione, a partire dalla categoria di totalitarismo sui modelli ideali che si sono imposti come egemoni sul piano della vulgata storiografica.
Pinto con “La guerra per il Mezzogiorno” spinge a fare i conti con l’essere italiani: un’identità ricercata con forza dai nostri antenati.
La storia dell'ILVA di Bagnoli, il primo impianto siderurgico a ciclo integrale, ci ricorda l’importanza cruciale di programmare una politica industriale.
Franzini e Raitano analizzano l’impatto che evoluzioni recenti nel funzionamento dei mercati hanno avuto sulle disuguaglianze economiche.
Prisca Amoroso propone riflessioni che da Merleau-Ponty toccano vasti campi della cultura antropologica, biologica, semiotica e filosofica occidentale.
Il rapporto ISPI 2019 ha il merito di diffondere la consapevolezza dell’urgenza di ridiscutere le priorità e gli imperativi strategici di lungo periodo.
Oggi l’Italia vive una stagione della politica infrastrutturale definibile come l’era dell’incertezza, un periodo che paga il “costo dell’attesa”.
Capussela tenta un’indagine delle ragioni della decelerazione e propone un’originale interpretazione dei principali problemi dell’Italia.