In “La società non esiste” Christophe Guilluy traccia un’analisi impietosa sul declino della classe media occidentale e sulla geografia diseguale odierna.
Con "Niccolò Machiavelli. Ragione e pazzia" Michele Ciliberto si propone di fornire un ripensamento della tanto discussa figura del Segretario fiorentino.
L'articolo ripercorre uno dei temi del pensiero islamico contemporaneo più affascinanti e ricchi di implicazioni: quello della giustizia sociale.
Tentoni con "Capitali regionali" offre una guida fondamentale per cercare di capire le ragioni profonde dei comportamenti elettorali degli italiani.
Giuseppe Cambiano mostra quale sia stata e quale possa essere la forza concettuale della classicità nel costruire la politica del mondo che conosciamo.
Perché leader e partiti neopopulisti si sono diffusi tanto rapidamente nei paesi democratici? Chi sono i loro elettori? Dureranno nel tempo?
Portinaro propone una critica della cosiddetta Italian Theory, una delle correnti più conosciute del dibattito filosofico-politico italiano.
Intervista a Colin Crouch, politologo e sociologo e britannico, su disuguaglianze, postdemocrazia, welfare state e crisi della rappresentanza.
Eleonora Desiata discute il tema delle culture politiche, del loro relativo declino e della promozione di nuovi spazi e forme di cultura politica.
Cosimo Fiori propone un contributo al dibatitto sul recente riemergere della categoria di "fascismo" nella discussione pubblica italiana.
La disgregazione dei partiti come organizzazioni e il crollo degli iscritti sembrano aver accelerato la fuga degli elettori verso i lidi dell'antipolitica.
"Costituzione italiana: articolo 10" affronta il principio costituzionale che regola i rapporti tra Stato e stranieri e la sua urgenza nel nostro presente.
Intervista a Giovanni Orsina che affronta il tema della crisi della politica, attraverso un excursus che dal '68 arriva fino ai social media e al populismo.
Vercellone in “Simboli della fine” analizza il problema della molteplicità di immagini che oggi popola il mondo producendo sconcerto e disorientamento.
Una ricostruzione della specificità del pensiero di Alain Supiot attraverso uno dei suoi concetti cardine: la Gouvernance par les nombres.
Con "Popolocrazia" Ilvo Diamanti e Marc Lazar indicano il processo di trasformazione della democrazia in seguito al declino delle culture politiche.