Federico Vercellone riflette su come più dimensioni della realtà, quella fisica e quella virtuale, possano sovrapporsi e convivere.
L’editoriale del numero 2/2023 di Pandora Rivista “Sviluppo” che affronta un concetto che attraversa una pluralità di dimensioni.
Massimiliano Tomba affronta il groviglio di stratificazioni semantico-lessicali che il termine “sviluppo” ha assunto nella storia.
Francesca Coin analizza il fenomeno delle “grandi dimissioni” nelle sue complessità, contesti e implicazioni di vasta portata.
Andrea Boitani, Maurizio Franzini ed Elena Granaglia affrontano il complesso dibattito sul tema del merito e della meritocrazia.
Una riflessione sul rapporto tra Chiesa cattolica e sviluppo a partire da alcune delle linee portanti del dibattito sul concilio Vaticano II.
Gabriele Battaglia riflette sulle forti contraddizioni dello sviluppo cinese e sui nuovi dilemmi che il Paese deve fronteggiare.
Un’analisi dei risultati dell’indagine sul lavoro negli istituti culturali promossa dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.
Mario Pezzini affronta le tematiche legate alla “cooperazione allo sviluppo” in relazione agli sviluppi più recenti.
Alessandro Lanza delinea le modalità di produzione dell’idrogeno e le sue reali prospettive di impiego nell’immediato e nel lontano futuro.
“La guerra tiepida” tratta le ricadute del conflitto in Ucraina sui futuri rapporti tra Mosca e Occidente e sul confronto geopolitico globale
Leonardo Morlino riflette sulle difficoltà che affronta la democrazia, a partire dal crollo della partecipazione e dalla polarizzazione.
Giorgio Agamben riflette sulla relazione problematica fra metafisica e scienze nello sviluppo del sapere dell’Occidente.
È vero che l’ideologia è un modo errato, parziale e soggettivo, di pensare la politica? È vero che le ideologie oggi sono morte?
Pietro Modiano e Marco Onado offrono una impietosa, ma preziosa, riflessione a posteriori sulle privatizzazioni italiane.
Una ricostruzione dell’evoluzione dell’islam politico in Turchia, dal laicismo di Atatürk alle profonde trasformazioni avvenute con Erdoğan.