Lorenzo Trapassi affronta i rapporti tra Stati Uniti e Germania e le relazioni euro-atlantiche nei primi anni della Guerra fredda.
Giulio Tatasciore delinea la complessa genealogia del tipo del brigante italiano e il suo ruolo nell’immaginario sociale europeo.
Giuseppe Cospito affronta il concetto di egemonia, la sua storia e il suo intrecciarsi con categorie come democrazia, impero e dittatura.
Andrea Speranzoni e Paolo Bolognesi ricostruiscono le vicende dell’omicidio di Pasolini alla luce dei legami con la strategia della tensione.
Lorenzo Tanzini ricostruisce la poliedrica personalità di Cosimo de’ Medici: banchiere, statista e padre del Quattrocento fiorentino.
Paolo Bricco ripercorre l’esperienza umana e imprenditoriale di Adriano Olivetti calandola nel contesto storico dell’Italia del Novecento.
In “Cronorifugio” lo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov narra della tentazione di un confortevole rifugio dal tempo presente.
Emanuele Felice delinea una storia delle maggiori correnti politico-ideologiche moderne attraverso il prisma dei diritti.
Roberta Paltrinieri riflette sui processi partecipativi nei contesti urbani e sul tema della ricostruzione delle comunità.
“Frankenstein Urbanism” di Federico Cugurullo affronta le sfide derivanti dallo sviluppo recente della relazione tra città e tecnologia.
Éric Sadin propone un’analisi dell’uomo contemporaneo a partire dal dilemma tra socialità e asocialità come fondamento della comunità umana.
Stefano Beltrame e Raffaele Marchetti affrontano il ruolo ibrido delle multinazionali e l’intreccio tra grandi imprese e politica estera.
Davide Caselli analizza l’ascesa di una rete di esperti sempre più presente nell’organizzazione del welfare abitativo a Milano.
In “La Russia eterna” Luca Gori ricostruisce i fondamenti del nuovo conservatorismo russo e il pensiero delle figure che lo hanno ispirato.
L’economista premio Noble Esther Duflo riflette su come lottare, con l’arma della conoscenza, contro i mali che la povertà genera.
Un’indagine sulla controversa figura del gesuita Alighiero Tondi, che lasciò la tonaca per abbracciare la causa del Pci.